La sua presenza è rimasta in bilico fino agli ultimi giorni, ma alla fine Giulio Ciccone sarà al via del Giro d’Italia che scatta domani, sabato 3 ottobre, da Monreale. Lo scalatore abruzzese ha fatto la sua ultima apparizione in gruppo al campionato nazionale del 23 agosto, al termine del quale si era spostato nel ritiro in altura predisposto dalla Trek Segafredo. Qui però Ciccone ha accusato i primi sintomi di malessere che hanno poi portato alla diagnosi di positività al coronavirus e allo stop della sua attività. Dopo un paio di settimane senza nessuna uscita in bicicletta le cose sono fortunatamente migliorate e Ciccone è riuscito a recuperare in tempo per presentarsi al via di questo Giro d’Italia in cui sarà al fianco di Vincenzo Nibali.

Ciccone: ‘Pensavo che la stagione fosse finita’

Tra gli uomini più attesi nella stagione 2020 del Ciclismo c'era sicuramente Giulio Ciccone, lanciato al definitivo salto di qualità dopo le belle prove dell’anno scorso sia al Giro che al Tour. L’arrivo di Vincenzo Nibali alla Trek Segafredo aveva fatto alzare ancora di più l’interesse attorno al corridore abruzzese, visto da molti come l’unico talento della nuova generazione in grado di tenere alto il nome del ciclismo italiano nelle grandi corse a tappe nel prossimo futuro.

Le cose non sono invece andate nel modo migliore per Ciccone, che alla ripresa della stagione dopo il lockdown è stato subito costretto ad uno stop per un virus intestinale e a fine agosto ha avuto la doccia gelata della positività al coronavirus.

“È stato dopo il campionato italiano, il giorno dopo ho preso la bici e non avevo forze, non riuscivo ad allenarmi” ha raccontato il corridore della Trek in un’intervista alla Gazzetta dello Sport. “Al tampone positivo ero convinto che la mia stagione fosse finita” ha continuato Ciccone.

‘Vincenzo l’ho visto bene al Mondiale’

Ciccone è però riuscito a guarire in tempo per ripresentarsi al via del Giro d’Italia che parte domani da Monreale, seppure con una preparazione non certo ideale.

Lo scalatore della Trek sa di non essere al top della condizione, ma è pronto a lanciarsi nella corsa rosa con la solita grinta e con la speranza di poter crescere con il passare delle tappe. Il suo ruolo all'inizio sarà soprattutto di supporto per arrivare in buona forma nella parte finale, quella in cui la sua presenza al fianco di Vincenzo Nibali nelle tappe di alta montagna potrà essere un punto chiave della corsa. Il corridore abruzzese conserva anche la speranza di poter ambire ad un successo di giornata nell'ultima settimana del Giro, pur confermando che la sua corsa sarà gestita soprattutto in funzione di Nibali e delle sue ambizioni di maglia rosa.

Giulio Ciccone ha voluto anche rispondere ai dubbi che sono stati sollevati a proposito delle condizioni di forma del suo capitano e della sua condotta di gara ai Mondiali di domenica scorsa.

Nibali ha concluso la prova iridata al quindicesimo posto dopo essere rimasto staccato dai più forti sulla salita di Gallisterna, una prova che per molti non è stata particolarmente convincente. “Vincenzo l’ho visto molto bene al Mondiale, non capisco certe critiche, si vede che dal divano siamo tutti professionisti” ha replicato Ciccone sottolineando che “il percorso non era per lui e non veniva neppure dal Tour, eppure era lì. Per il Giro sono super fiducioso”.

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