Ha lasciato un po’ di delusione il tappone di Pico Villuercas, quattordicesima frazione della Vuelta Espana. La corsa si è divisa in due, tra un gruppo di attaccanti che si è giocato il successo di giornata, e gli uomini di classifica. La lotta per la tappa è stata appassionante e ricca di brividi, finchè sulla salita finale Romain Bardet ha fatto valere il suo status decisamente superiore salutando il resto della compagnia per andare a vincere. I big della classifica sono rimasti invece in attesa fino quasi al termine, con solo uno scatto di Miguel Angel Lopez a tre chilometri dall’arrivo e una fiammata di Primoz Roglic nelle ultime centinaia di metri.

Questo attendismo ha favorito la maglia rossa Odd Christian Eiking e il suo inseguitore Guillaume martin, che hanno mantenuto con un buon margine le prime due posizioni della classifica.

Vuelta, la fuga va al traguardo

Con la quattordicesima tappa, la Vuelta Espana è entrata in un weekend che promette di essere determinante per le sorti della classifica finale. Oggi la corsa ha proposto l’arrivo in salita di Pico Villuercas, un’ascesa molto lunga con una pendenza media del 6%, mentre domani sarà in programma un altro tappone di alta montagna a El Barraco.

Nelle fasi iniziali è partita all’attacco una fuga di ben diciotto corridori, che hanno conquistato rapidamente un bel vantaggio. Tra questi anche Romain Bardet, Tom Pidcock, Jesus Herrada, Daniel Navarro, Jan Tratnik, Jai Vine e Arnaud Demare.

La Intermarchè della maglia rossa Odd Christian Eiking ha fatto un ritmo piuttosto blando in testa al gruppo, ed anche la Jumbo Visma di Roglic è passata al comando successivamente senza incrementare molto l’andatura.

Anche la durissima salita a Collado de Ballesteros non ha cambiato la situazione, con i fuggitivi ormai oltre i dieci minuti di vantaggio e il gruppo tranquillo. Dopo la salita si è aperta la battaglia tra i battistrada, con un primo attacco portato da Nicolas Prodhomme, Daniel Navarro e Matthew Holmes.

La corsa è stata poi caratterizzata da diversi episodi particolari tra gli attaccanti.

Jai Vine è finito a terra ad altissima velocità mentre cercava di prendere una borraccia dall’ammiraglia, mentre Navarro è finito dritto in un tratto di discesa, facendo cadere anche Vanmarcke.

L’assolo di Bardet

Prodhomme ha iniziato da solo la salita finale, ma senza dimostrare di avere il passo giusto per portare a termine la sua azione. Tra gli immediati inseguitori è riusciti a rientrare anche un incredibile Vine, incerottato dopo la caduta, ma verso metà salita Romain Bardet è salito in cattedra. Il francese ha fatto valere le sue doti di grande scalatore e il suo status decisamente superiore rispetto agli avversari facendo una netta differenza. Bardet è così andato a vincere tutto solo, mentre Herrada ha battuto un Vine da applausi per il secondo posto.

La corsa degli uomini di classifica non ha invece offerto le stesse emozioni. Il gruppo è andato abbastanza tranquillamente anche nella prima parte della salita finale, finchè la Cofidis ha provato a mettere in difficoltà Eiking per portare Martin in maglia rossa. L’azione, in cui si è inserito anche Ciccone, non ha però sortito effetti e l’unica mossa concreta è stato uno scatto di Miguel Angel Lopez a tre chilometri dall’arrivo. Il colombiano della Movistar non è però riuscito a guadagnare molto, perché la Jumbo ha reagito con Kruijswijk e Kuss, fino alla fiammata finale di Roglic nelle ultime centinaia di metri.

Lopez è arrivato con appena 4’’ di vantaggio su Roglic, Mas, Haig e un Bernal apparso decisamente più brillante dei giorni scorsi. Martin e Eiking hanno perso una quindicina di secondi su questo violento cambio di ritmo finale, ma continuano a guidare la classifica.

Il norvegese è ancora in maglia rossa con 54’’ sul francese della Cofidis, mentre Roglic è a 1’36’’ davanti alla coppia Movistar composta da Mas e Lopez.