Con la tappa del Massiccio Centrale, la decima della corsa, il Tour de France di ciclismo è finalmente arrivato al primo giorno di riposo. La corsa ha vissuto sull'atteso duello tra i grandi protagonisti delle ultime edizioni, Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard, anche se il percorso non ha ancora proposto delle tappe di alta montagna in cui fare davvero la differenza. Lo sloveno ha costruito un buon vantaggio nella cronometro di Caen e ha vinto due tappe con arrivo in sprint di gruppetto, ma non è mai riuscito a togliersi di ruota il grande rivale danese, che ha dimostrato di essere molto migliorato rispetto all'opaca prova fornita al Delfinato.
Nella tappa di ieri con l'arrivo di Mont-Dore, la Visma ha mosso le sue pedine per cercare di isolare Pogačar, ma nel finale è stato lo stesso sloveno a scattare trovando la pronta replica di Vingegaard, sempre passivo per tutta la corsa. Nel dopo tappa, Pogačar ha parlato brevemente alla tv slovena, e ha spiegato di essere scattato sulla salita finale soprattutto per rompere quel gioco tattico orchestrato dalla Visma: 'I loro attacchi sono stati fastidiosi" ha commentato il campione della UAE.
Heading into the rest day on the front foot 👊🏼 #TDF2025
As the pressure was squeezed on stage 10, @TamauPogi came out swinging.
Now it’s time for a quick rest before looking ahead to the second week 💪🏻 #WeAreUAE pic.twitter.com/iHYq004m05
— @UAE-TeamEmirates (@TeamEmiratesUAE) July 14, 2025Pogačar: 'Ho deciso di scattare più forte'
La tappa di Mont-Dore è stata molto interessante sul piano tattico, accendendo la corsa tra Visma e UAE più che tra Vingegaard e Pogačar.
La Visma ha attaccato a più riprese con Kuss e Jorgenson, costringendo la UAE a spendere tutti i suoi uomini e Pogačar ad entrare in azione direttamente. La squadra emiratina ha dovuto fare i conti con il ritiro di Almeida, caduto qualche giorno fa, e con le difficoltà di Sivakov, che sta cercando di riprendersi da un malanno.
Sulla salita finale di Mont-Dore, Pogačar ha infine attaccato direttamente, con Vingegaard che è sempre rimasto a ruota senza rilanciare. Se non è servito a recuperare terreno, il gioco tattico della Visma sembra però aver un po' innervosito il fuoriclasse sloveno. "Sì, la Visma è stato un po' fastidiosa con tutti gli attacchi", ha dichiarato Pogačar a RTV Slovenija. "Così ho deciso di scattare più forte.
L'obiettivo era non permettere alla Visma di continuare ad attaccare, abbiamo fatto un ottimo lavoro, credo" ha continuato il campione del mondo, che si è detto tutto sommato soddisfatto anche di aver ceduto la maglia gialla a Ben Healy.
"Certo, non è facile cedere la maglia gialla, ma domenica abbiamo perso João Almeida e poi abbiamo Pavel Sivakov che si sta ancora riprendendo dalla malattia. È un bene non avere più la maglia gialla. A dire il vero, sono anche contento di non dover parlare sempre con i giornalisti" ha ammesso Pogačar.
'Abbiamo così tanti trasferimenti'
Tadej Pogačar ha anche criticato l'organizzazione del Tour de France per i lunghi trasferimenti degli ultimi giorni. La corsa è partita nel nord del paese, dove si è svolta quasi tutta la prima settimana, per poi spostarsi rapidamente sul Massiccio Centrale.
Questo disegno ha costretto i corridori a dei lunghi viaggi in autobus per raggiungere gli alberghi in orari ormai quasi notturni.
"Questo Tour mi sta facendo invecchiare" si è lamentato Pogačar. "Non c'è tempo neanche per radersi, abbiamo così tanti trasferimenti. Siamo in autobus già due ore prima della partenza e poi altre tre ore dopo l'arrivo. Forse dovrei portare la mia trousse da viaggio sull'autobus per i prossimi giorni", ha commentato il campione del mondo.