Conclusa ormai da tre anni la carriera da professionista, Tom Dumoulin è rientrato nel ciclismo come opinionista della tv olandese NOS. Il 35enne ex campione del mondo è attualmente al seguito del Tour de France nella sua nuova veste, in cui spazia da analisi tattiche ad approfondimenti sui materiali. Durante la diretta della tappa di sabato 12 luglio, quella poi vinta da Jonathan Milan sul traguardo di Laval, NOS ha trasmesso un servizio in cui Dumoulin ha analizzato le posizioni in bicicletta dei corridori. L'ex campione ha dato anche alcuni consigli ai cicloamatori.

Secondo Dumoulin, molti appassionati pedalano in posizioni sbagliate, spesso a causa di un'errata altezza del manubrio, e questo porta ad avere dei problemi alla schiena.

'Con il manubrio alto la bici è instabile'

Tom Dumoulin ha spiegato che spesso i cicloamatori sbagliano posizione in bici, partendo dalla comune idea che alzando il manubrio si possa pedalare in modo più rilassato. L'ex campione sostiene che in realtà succede l'opposto, e cioè che il manubrio troppo alto porta ad un carico eccessivo sulla schiena, che a lungo andare può trasformarsi in un vero e proprio infortunio.

"Spesso si pensa: lascio stare quei distanziali, non sono un ciclista professionista, non sono così flessibile e voglio stare in una posizione molto alta.

Spesso si ottiene l'effetto opposto" ha commentato Tom Dumoulin.

"Se il manubrio è troppo alto, non si esercita una pressione sufficiente sulla ruota anteriore e sul manubrio. La bicicletta diventa instabile, per questo si deve compensare. Così facendo, in realtà si mettono a dura prova la schiena e i muscoli addominali. Si stancano e, vedrete, potrete esercitare meno potenza sui pedali" ha analizzato l'ex campione, invitando i cicloamatori e i pedalatori occasionali a non cadere nel tranello che vede il manubrio alto come sinonimo di una posizione comoda e rilassata. "Quindi, abbassate il manubrio di parecchio, anche per chi è a casa!" ha concluso Dumoulin.

'Van der Poel è una vera risorsa per il ciclismo'

Nella tappa di domenica 13, Tom Dumoulin ha invece riservato delle riflessioni interessanti su Mathieu Van der Poel e sul suo modo di correre. Il fuoriclasse olandese ha passato tutta la corsa in fuga in compagnia del gregario Jonas Rickaert, per poi essere raggiunto nell'ultimo chilometro. L'attacco un po' folle di Van der Poel ha suscitato grande entusiasmo nel mondo del ciclismo, rimasto piacevolmente spiazzato dall'intraprendenza dell'ex iridato in una tappa tutta piatta.

Dumoulin ha sottolineato il ruolo della squadra nella carriera di VDP, quella libertà d'azione che probabilmente non avrebbe avuto in nessun altro team. "È fantastico che la Alpecin lo lasci fare.

Lui può semplicemente alzarsi e pensare: oggi voglio provare qualcosa. E poi può farlo. Questo è inestimabile per un corridore come lui" ha commentato Dumoulin.

Secondo l'ex campione, la mancata vittoria non ha cambiato il valore di quanto fatto da Van der Poel. "Non serve vincere una tappa per tenerci con il fiato sospeso. Lo adoriamo, è una vera risorsa per il ciclismo" ha commentato Tom Dumoulin.