Con l'arrivo delle prime montagne, sul Massiccio Centrale, il Tour de France ha davvero aperto la battaglia anche sul piano nervoso tra Pogačar e Vingegaard. La decima tappa, con arrivo al Mont-Dore, si è decisa con una fuga da lontano, che ha premiato Simon Yates con la vittoria di tappa e Ben Healy con la maglia gialla. La UAE ha lavorato a lungo in testa al gruppo, rispondendo agli attacchi della Visma con Jorgenson e Kuss. Vingegaard è sempre rimasto sulla difensiva, e sulla breve salita finale Pogačar ha rotto gli indugi senza però riuscire a staccare il rivale danese.
"Volevamo mettere pressione su Pogačar", ha dichiarato Vingegaard nel dopo tappa.
Le nouveau classement général du Tour de France à l'issue de cette 10e étape : l'Irlandais Ben Healy enfile le maillot jaune pour 29" sur Tadej Pogacar. Le Slovène laisse une seconde fois la tunique sur cette édition. Kévin Vauquelin recule au 6e rang. #TDF2025 pic.twitter.com/if1lhSub8B
— Le Gruppetto (@LeGruppetto) July 14, 2025Sul Massiccio Centrale va in porto la fuga
Per il giorno della festa nazionale del 14 luglio, il Tour de France ha proposto una tappa spaccagambe sul Massiccio Centrale con una lunga sequenza di Gpm di seconda e terza categoria e l'arrivo su una salita di tre chilometri, il Mont-Dore. Dagli scatti iniziali si è formata una folta fuga con una trentina di corridori, tra cui anche Ben Healy, Ben O'Connor, Lenny Martinez, Julian Alaphilippe, Michael Storer, Quinn Simmons e Thymen Arensman.
La UAE ha preso la testa del gruppo, spendendo via via tutti i suoi gregari, ma lasciando andare la fuga a giocarsi la tappa. I battistrada si sono poi selezionati sul susseguirsi delle salite, con Lenny Martinez che ha conquistato tutti i Gpm e la maglia a pois. Il vantaggio ha superato i cinque minuti e questa situazione ha spinto Ben Healy a concentrarsi sulla conquista della maglia gialla. L'irlandese ha così speso tutte le sue energie per spingere a fondo un gruppetto con i superstiti della fuga iniziale, O'Connor, Yates, Simmons, Arensman e Storer. In gruppo la situazione si è accesa negli ultimi trenta chilometri, quando la Visma è entrata in azione per alzare il ritmo e poi piazzare un paio di accelerazioni con Jorgenson, a cui la UAE ha però reagito.
Pogačar ha speso anche i suoi ultimi gregari, Narváez e Adam Yates, ma è stata ancora la Visma a insistere nella sua azione ai fianchi con il redivivo Kuss e anche Campenaerts, reduce dalla fuga. In testa alla corsa, Simon Yates ha piazzato un paio di scatti all'inizio dell'ultima salita ed è andato a vincere la tappa, e Ben Healy ha difeso il vantaggio acquisito per prendersi la maglia gialla.
Sulla salita finale, la Visma ha continuato il suo lavoro, ma l'attacco di Vingegaard non è mai arrivato. Evenepoel ha cercato di approfittare di un rallentamento per avvantaggiarsi, ma Pogačar ha poi deciso di rompere gli indugi e scattare deciso. Vingegaard ha reagito prontamente, incollandosi alla ruota del fuoriclasse sloveno con apparente facilità, ma senza rilanciare.
L'attacco ha evidenziato la grande differenza tra i due campioni e il resto della corsa, ma non ha avuto seguito. Pogačar e Vingegaard sono così arrivati tranquillamente insieme, con Evenepoel, Roglič e Lipowitz subito dietro.
La classifica vede ora Healy in giallo con 29'' su Pogačar, 1'29'' su Evenepoel e 1'46'' su Vingegaard.
Vingegaard: 'Sono a un livello più alto'
Nel dopo corsa, Jonas Vingegaard ha spiegato che la Visma ha seguito un piano tattico preparato a tavolino per cercare di mettere in difficoltà Tadej Pogačar. "Abbiamo attaccato per mettere pressione alla UAE e a Pogačar", ha dichiarato il danese, dimostrando di aver riequilibrato i valori in campo rispetto a Pogačar rispetto allo show dello sloveno al Delfinato.
"Abbiamo una squadra forte e le mie gambe sono buone. Sono contento di come è andata oggi, Simon ha vinto, e anche di come si sentivano le mie gambe. Sono ancora indietro. Certo, a un certo punto devo recuperare. Ma finora, in questo Tour de France sono riuscito a seguire tutti i suoi attacchi, cosa che non ero riuscito a fare al Delfinato. Questo dimostra che ora sono a un livello più alto di prima", ha commentato Vingegaard.