Giulio Pellizzari, il giovane talento della RedBull, è arrivato al Giro d'Italia con grandi aspettative. Dopo un brillante successo al Tour of the Alps in aprile, si pensava che il ventunenne marchigiano potesse essere uno dei grandi protagonisti della corsa rosa, alimentando le speranze degli appassionati di ciclismo italiani. Tuttavia, dopo la prima settimana di corsa, il suo rendimento ha mostrato segnali preoccupanti. Nella tappa con arrivo a Corno alle Scale, Pellizzari ha accusato un distacco significativo dai migliori, perdendo circa un minuto e mezzo da Jonas Vingegaard e tagliando il traguardo in 22ª posizione.

'Potrebbe essere un virus'

Questo risultato lo ha fatto scivolare alla nona posizione nella classifica generale, con quasi tre minuti di ritardo dal danese. Un passo indietro rispetto alle aspettative della Red Bull, che sperava in una prestazione più solida dopo le difficoltà emerse già nella frazione del Blockhaus. A differenza della tappa precedente, quando Pellizzari aveva tentato un'azione coraggiosa, cercando di rispondere all’attacco di Vingegaard, questa volta il corridore non ha commesso errori tattici. Piuttosto, è sembrato semplicemente privo di energie: per gran parte della salita finale è rimasto nelle retrovie del gruppo dei favoriti, incapace di reagire ai cambi di ritmo e di tenere il passo dei suoi principali avversari.

La sua corsa non è ancora compromessa, ma di certo questa prestazione rappresenta un campanello d’allarme per la squadra. Il direttore sportivo della Red Bull, Sylwester Szmyd, ha confermato che la condizione di Pellizzari ha destato preoccupazione. «Non si è sentito bene per tutto il giorno. Forse è un virus, non posso dire molto di più per ora» ha detto Szmyd, spiegando che il corridore ha comunicato più volte via radio di lottare contro un malessere. Szymd ha spiegato che i medici del team stanno cercando di trovare la causa dei problemi fisici del corridore.

In casa RedBull resta la fiducia

Questo momento difficile arriva in una fase delicata per Red Bull, che dopo la tappa al Blockhaus aveva manifestato ottimismo riguardo al potenziale di Pellizzari nel lungo percorso del Giro.

Szmyd aveva difeso la scelta di lasciare che il giovane inseguisse Vingegaard, sottolineando come quella mossa fosse servita a raccogliere informazioni preziose sia sul rivale danese sia sui limiti attuali del proprio atleta.

L’obiettivo era quello di far crescere Pellizzari gradualmente nel corso della gara, senza aspettarsi che fosse al massimo fin dall’inizio. Nonostante i risultati meno incoraggianti, la squadra non ha abbandonato la fiducia nel corridore. La speranza resta che, superata questa fase di difficoltà, Pellizzari possa riprendere la forma e giocarsi un ruolo da protagonista nelle tappe più impegnative. Tuttavia, se il malessere dovesse rivelarsi un virus o un problema che influisce sulle sue prestazioni, i prossimi giorni potrebbero trasformarsi più in un’opportunità di recupero che in un momento di attacco deciso.

La Red Bull, dunque, si trova ora a dover gestire un’incertezza non prevista che potrebbe influenzare gli equilibri della squadra nel Giro d’Italia.