Un recente articolo-lista proveniente dagli Stati Uniti riapre il dibattito sui giocatori NBA che, nonostante un impatto significativo, non godono nella memoria collettiva dello stesso riconoscimento riservato alle grandi leggende. Il confronto iniziale è stabilito con nomi iconici del calibro di Bill Russell, Wilt Chamberlain, Larry Bird, Magic Johnson e Michael Jordan. Accanto a queste figure intramontabili, l'analisi evidenzia una vasta schiera di campioni o specialisti le cui carriere sono state oscure da epoche, infortuni, ruoli difensivi e contesti poco vincenti, e che meriterebbero una maggiore rivalutazione rispetto a quanto attualmente percepito.

Il criterio di valutazione della classifica

La selezione proposta non intende stabilire una gerarchia definitiva, ma si basa sulla distanza tra la percezione pubblica e il valore reale dei giocatori. Il ragionamento si concentra su atleti che sono finiti sotto i riflettori in modo inadeguato, penalizzati da fattori quali mercati locali meno visibili, una limitata esposizione televisiva in determinate epoche, la presenza di stelle più ingombranti, infortuni debilitanti o l'assunzione di ruoli poco appariscenti. In questo contesto, elementi come la difesa, la continuità delle prestazioni, l'adattamento tattico e l'impatto nei playoff assumono un'importanza centrale, talvolta superiore a quella dei punti segnati o dei titoli vinti.

I profili dei campioni meno celebrati

Il primo nome in evidenza è Alonzo Mourning, un Hall of Famer, due volte Defensive Player of the Year, sette volte All-Star e campione NBA nella fase finale della sua carriera, spesso ingiustamente escluso dalle discussioni sui grandi centri della sua generazione. Seguono Chris Webber e Mike Bibby, figure chiave dei Sacramento Kings che sfidarono i Lakers. Viene poi citato Brandon Roy, una stella emergente la cui carriera fu purtroppo interrotta prematuramente da problemi alle ginocchia. Tra i difensori decisivi e protagonisti nelle finali spicca Dennis Johnson, mentre Andre Iguodala è ricordato per la sua trasformazione da leader dei Sixers a specialista vincente con i Warriors.

Anche Jrue Holiday è menzionato per il suo contributo prezioso, spesso decisivo nelle giocate che portano alla vittoria.

La lista prosegue esplorando profili molto diversi tra loro: Elton Brand, Sidney Moncrief, Detlef Schrempf, Mark Price, Paul Westphal, Marques Johnson, Kevin Johnson, Rasheed Wallace, Jermaine O’Neal, Antawn Jamison, Glenn Robinson, Fat Lever, Vin Baker, Derrick Coleman, Paul Millsap, Peja Stojakovic, Jerry Stackhouse e Alvin Robertson. Nella seconda parte dell'elenco compaiono Antonio McDyess, Juwan Howard, Andrew Bogut, Glen Rice, Calvin Murphy, LaMarcus Aldridge, Paul Silas, Muggsy Bogues, Brad Miller, Eddie Jones, Nick Van Exel, Terry Porter, Shawn Marion, Horace Grant e Larry Nance.