L'infortunio di Caleb Williams, avvenuto durante la sconfitta dei Chicago Bears contro i Minnesota Vikings a Soldier Field, ha acceso il dibattito online. Il quarterback è caduto dolorante in un'azione senza contatto, contorcendosi a terra, ed è stato poi trasportato fuori dal campo con un cart medico. Con il volto coperto, ha rivolto un pollice alzato al pubblico, ma il gesto non ha placato le polemiche.
Le prime valutazioni, lunedì, hanno ridimensionato la gravità: per Williams si è trattato di uno stiramento al tendine del ginocchio non grave.
Sebbene la sua presenza nella Week 3 contro i Philadelphia Eagles sia incerta, l'infortunio non dovrebbe comportare un'assenza prolungata.
Le critiche e la difesa del quarterback
La reazione online si è focalizzata sul modo in cui Williams ha lasciato il campo. Tra i commenti, quello di Will Compton: “Caleb Williams is a stud QB You still can’t get carted off for a hamstring (grade 1 & 2) I was sick yesterday for Chicago”. L'affermazione ha sollevato interrogativi sul perché un giocatore "non possa" essere assistito con un cart per tale problema.
Non vi sono prove di simulazione da parte di Williams. Non è rientrato dopo pochi minuti, non ha terminato la partita e il suo rientro è ancora da valutare.
Dolore, incertezza e il peso della partita contro una rivale divisionale spiegano la reazione emotiva, anche data una precedente lesione allo stesso tendine a USC nel 2022.
Il cart: una scelta di prudenza
Trasportare Williams negli spogliatoi per una valutazione immediata è stata una decisione comprensibile. Condizioni del campo, circostanze avverse e dinamica senza contatto hanno reso necessario evitare rischi ulteriori. Il gesto ai tifosi può essere letto come un tentativo di rassicurare, non come una messa in scena.
Nel dibattito è stato ricordato un precedente: Rob Gronkowski, uscito dolorante nel 2015 per un problema poi rivelatosi meno grave.