Una prestazione importante, i migliori valori di potenza mai espressi in carriera in uno sforzo di 45 minuti e un tempo finale persino inferiore ai calcoli e alle previsioni del proprio team. Eppure, tutto questo non è bastato a Filippo Ganna per fermare lo strapotere di Remco Evenepoel ai Campionati Mondiali di ciclismo su strada.
Il fenomeno belga ha conquistato il suo quarto titolo iridato consecutivo a cronometro – eguagliando il record assoluto di Fabian Cancellara e Tony Martin, ma diventando il primo nella storia a vincerne quattro di fila –, infliggendo un distacco di ben 57 secondi al corridore azzurro.
La gestione e la risalita sul podio
La gara di Ganna non era iniziata sotto i migliori auspici: al primo rilevamento cronometrico l'italiano transitava soltanto in decima posizione, staccato di 22 secondi da Evenepoel e costretto a lottare per rientrare nella zona podio.
Con il passare dei chilometri, però, il piemontese ha alzato il suo livello e iniziato una progressione inesorabile nella seconda metà del tracciato, scalando posizioni fino a conquistare la medaglia d'argento (con 16 secondi di margine sul giovane francese Paul Seixas, bronzo), così come nel 2023 e nel 2024.
"Nulla da rimproverarmi: fisicamente ho dato tutto"
Nella conferenza stampa post-gara, Ganna ha analizzato lucidamente la propria prova, ammettendo un pizzico di perplessità per un divario così ampio a fronte di dati fisici straordinari.
"Oggi ho fatto il massimo sforzo possibile, forse anche qualcosa in più di quello che avevo nel motore" ha dichiarato Ganna. "Sono completamente vuoto. Ho fatto tutto bene, i numeri di potenza erano altissimi rispetto alle previsioni e il tempo finale è stato più rapido dei calcoli della squadra. Penso di aver fatto i miei migliori 45 minuti di sempre."
"Dal punto di vista fisico non ho nulla da rimproverarmi. Quando il divario è questo, ti chiedi se fosse un problema di materiali, di posizione in bici o se semplicemente lui oggi fosse su un altro livello. Ho dato tutto e non ho rimpianti se guardo a ciò che ho espresso in strada."
Ganna ha anche smentito l'ipotesi di una strategia d'attesa nella prima parte di gara: "Ho cercato di andare al massimo fin dall'inizio.
Da fuori poteva sembrare che stessi andando più piano, ma stavo correndo esattamente sulla potenza programmata."
Le critiche all'asfalto di Montréal
Se la prestazione personale non lascia amarezze, qualche riserva è stata espressa da Ganna sulla scelta e la manutenzione del tracciato canadese, giudicato non del tutto all'altezza della rassegna iridata.
"Non credo che la strada fosse ottimale. Secondo me questo percorso non era del tutto degno di un Campionato Mondiale, anche se alla fine le condizioni erano le stesse per tutti. Un percorso diverso sarebbe stato più piacevole, ma abbiamo affrontato quello che c'era."
L'azzurro ha evidenziato il forte contrasto tra le strade cittadine più sconnesse di Montréal e il manto perfetto del circuito automobilistico di Formula 1, dove la scorrevolezza era impeccabile.
Il futuro e l'ultimo grande traguardo stagionale
Nonostante l'ennesimo duello a favore del belga, l'ambizione di ritrovare la maglia arcobaleno conquistata nel 2020 e nel 2021 rimane intatta: "Siamo sempre lì a bussare alla porta. Magari un giorno la porta tornerà ad aprirsi e potrò riprendermi la maglia."
Il finale di stagione per il corridore italiano sarà ancora fitto di impegni, con le ultime gare su strada in Italia e i Campionati del Mondo su pista a Shanghai. Ma alla domanda su quale sia la motivazione principale per questo finale di anno interminabile, Pippo risponde con un sorriso e grande schiettezza:
"Il mio obiettivo più grande di tutto l'anno? La vacanza alle Maldive. È il traguardo principale da qui a fine anno: appena varcherò l'ultimo traguardo in pista, potrò finalmente dire che la stagione è finita."