La stagione di Rafael Devers con i San Francisco Giants si è conclusa in anticipo per un infortunio muscolare al core, ma la sua annata è stata segnata da una ripresa significativa. Il prima base ha battuto il 37° fuoricampo contro i Padres, sfiorando i 40 home run e mancando di due RBI il traguardo dei 100. Il suo rendimento ha generato un chiaro consenso: “Whatever the three-time All-Star is doing is clearly working”.
Lo stop ha impedito a Devers di essere il primo Giant con 40 fuoricampo dai tempi di Barry Bonds. Anche i 100 RBI, traguardo non centrato a San Francisco dal 2012 con Buster Posey, sono stati sfiorati.
In una stagione difficile per la franchigia, Devers ha comunque dimostrato il valore che aveva spinto i Giants ad acquisirlo.
Una seconda metà di stagione da protagonista
I numeri evidenziano un cambio di passo notevole. Nella prima metà (407 presenze al piatto), Devers ha registrato media battuta .249, 19 fuoricampo, 52 RBI, 111 strikeout e OPS .799. Nella seconda metà (226 presenze), ha migliorato la media a .275, con 18 fuoricampo, 46 RBI, 50 strikeout e OPS .988. Rilevante la disciplina al piatto: nelle prime 227 presenze, 67 strikeout e solo 13 basi ball, dato poi nettamente corretto.
Il suo rendimento è cresciuto ulteriormente dopo il 15 giugno, a un anno esatto dalla trade. Dal 16 giugno in poi, Devers ha mantenuto una media di .282, con 28 fuoricampo, 65 RBI e un OPS di 1.022.
Proiettando questa produzione su 162 partite, si otterrebbero cifre da candidatura MVP: 60 fuoricampo e 139 RBI, numeri che lo pongono in confronto con campioni come Shohei Ohtani, Aaron Judge o Pete Crow-Armstrong.
Il futuro di Devers: prospettive e dibattito
Prima dello stop, Devers stava giocando probabilmente il miglior baseball della sua carriera. Tra il 2021 e il 2024, aveva mantenuto una media di 32 fuoricampo, 96 RBI e un OPS di .873. Il suo finale di stagione con i Giants suggerisce un ampio margine per consolidare e superare questi livelli, alimentando il dibattito sul suo futuro a San Francisco.