La Nazionale italiana solidale di street soccer si prepara a un nuovo e significativo impegno internazionale. Dopo aver maturato importanti esperienze negli Europei e Mondiali Homeless, la squadra azzurra prenderà parte a Unity in Motion, un innovativo progetto europeo Erasmus+ che si terrà a Sofia, in Bulgaria. L'iniziativa, che prenderà il via il 23 settembre 2026, è interamente dedicata allo street soccer come potente strumento di inclusione sociale, partecipazione attiva e costruzione di relazioni significative.

L'evento si configurerà non solo come una competizione sportiva tra undici Paesi europei, ma soprattutto come un prezioso spazio di confronto e di scambio tra individui provenienti da percorsi personali e sociali differenti.

A Sofia, la rappresentativa italiana si confronterà con le squadre di Francia, Lituania, Bulgaria, Romania, Ungheria, Grecia, Ucraina, Macedonia, Svezia e Paesi Bassi. Il progetto pone una particolare enfasi sulla diversità di genere e sulla partecipazione di persone con esperienze di vita eterogenee, elementi considerati parte integrante e fondamentale per il successo di Unity in Motion.

L'Approdo: il modello italiano di sport inclusivo

Il gruppo italiano che parteciperà a Unity in Motion nasce dall'esperienza consolidata dell'associazione L’Approdo - Aps di Rivolta d’Adda, in provincia di Cremona. Nel modello sviluppato in Italia, lo sport non è concepito unicamente come attività fisica, ma come un autentico spazio educativo e relazionale.

Qui, i partecipanti hanno l'opportunità di sperimentare e consolidare valori fondamentali come la fiducia, la responsabilità, il rispetto delle regole, la gestione della fatica, l'importanza della relazione e un profondo senso di appartenenza. L’Approdo è un'organizzazione attiva da oltre venticinque anni, impegnata nella prevenzione del disagio legato alla dipendenza da sostanze, sia legali che illegali, e nella riabilitazione da diverse forme di dipendenza, incluso il gioco d'azzardo. L'associazione opera anche attraverso programmi mirati di informazione e prevenzione all'interno delle scuole e in vari contesti di aggregazione sociale.

Giorgio Cerizza, psichiatra, psicoterapeuta e presidente della Nazionale italiana solidale, sottolinea il legame intrinseco tra il lavoro terapeutico e la pratica sportiva.

«La psicoterapia aiuta a comprendere quello che accade dentro di noi, lo sport permette di sperimentarlo nella relazione con gli altri», afferma Cerizza. Il campo sportivo viene descritto come una vera e propria «seconda stanza della terapia», poiché pone l'individuo di fronte a sfide concrete: l'avversario, la fatica fisica, la gestione del tempo, la frustrazione e, soprattutto, il confronto con gli altri. Nel percorso descritto da Cerizza, il lavoro consiste nell’aiutare la persona a riempire progressivamente i