Il ciclismo sloveno continua a sfornare gemme di primissimo ordine, mentre la Vuelta a España trova padrone e re incontrastato per le sue montagne. Sull'iconico traguardo in altitudine di Calar Alto, al termine di una frazione di altissima montagna caratterizzata anche dal passaggio sull'Alto de Velefique, il ventenne Jakob Omrzel conquista la sua prima vittoria in un Grande Giro, confermandosi come uno dei talenti più puri della nuova generazione di scalatori. Nel gruppo dei migliori, Enric Mas firma invece un vero capolavoro strategico insieme a una superba Movistar, staccando tutti i diretti rivali e consolidando la maglia rossa.

La maxifuga e la regia Movistar

La corsa parte su ritmi sostenuti e con continui scatti, finché dopo una lunga battaglia si forma al comando un folto gruppo di 30 corridori. Tra i battistrada figurano nomi di assoluto rilievo come Wout van Aert, João Almeida, Andreas Leknessund, Eddie Dunbar, Pello Bilbao, Santiago Buitrago e proprio Jakob Omrzel, il meglio piazzato in classifica generale con un ritardo di 8'05" da Mas.

La Movistar gestisce la situazione con estrema lucidità: pur spendendo via via uomini in testa al gruppo per tenere sotto controllo il divario, concede alla fuga un margine massimo che supera i sette minuti.

Velefique: lo scatto di Carapaz e il lavoro di Romeo

L'Alto de Velefique fa una netta selezione sia davanti che nel plotone.

A metà salita è Richard Carapaz a rompere gli indugi con un attacco secco e violento, arrivando a guadagnare fino a 20 secondi sul gruppo maglia rossa. Mas non si scompone e affida la risposta a un monumentale Ivan Romeo: lo spagnolo si mette in testa e scandisce un ritmo asfissiante per quasi tutta l'ascesa, riassorbendo l'ecuadoriano e neutralizzando il pericolo.

Omrzel trionfa, la mossa perfetta di Mas

I superstiti dell'attacco della prima ora approcciano la salita finale di Calar Alto con circa cinque minuti di margine. Nel drappello di testa Buitrago si spende generosamente in favore di Omrzel, impostando un'andatura severa. Lo sloveno completa l'opera a pochi chilometri dalla vetta: stacca Urko Berrade e Léo Bisiaux per lanciarsi in solitaria verso una vittoria indimenticabile.

Alle loro spalle esplode la battaglia tra gli uomini di classifica. La Decathlon impone un ritmo forsennato per lanciare Felix Gall, il quale riesce a fare selezione rimanendo con i soli Mas e Primož Roglič, senza però trovare l'allungo decisivo.

È qui che Enric Mas dimostra di avere un passo superiore a tutti: con una frustata secca e perentoria, il leader della corsa stacca nettamente la concorrenza. La strategia della Movistar si rivela perfetta quando Mas ritrova sulla spianata centrale della salita il compagno Raúl García Pierna, reduce dalla fuga del mattino. L'apporto del giovane gregario nel tratto più veloci e scorrevole si rivela fondamentale per incrementare il vantaggio.

Al traguardo Omrzel festeggia l'impresa, mentre Mas incassa altri 27 secondi utili su Roglič, Gall e uno stoico Carapaz, bravissimo a rimanere aggrappato al treno dei migliori nonostante le energie spese sul Velefique. La maglia rossa è più salda che mai con 1'45'' su Roglic e 2'06'' su Gall.