A New York, sabato 12 settembre 2026, la finale femminile degli US Open si è conclusa per Aryna Sabalenka con la delusione di una sconfitta e un gesto eloquente: la sua racchetta Wilson scagliata sul cemento. Questo è avvenuto dopo la vittoria di Elena Rybakina, la tennista kazaka e seconda testa di serie, che ha battuto la campionessa uscente con il punteggio di 6-4, 5-7, 6-2. Rybakina ha così conquistato il suo primo titolo agli US Open e il terzo successo in un torneo del Grande Slam della sua carriera.
Per Sabalenka, la partita ha avuto un duplice significato.
Non solo ha perso la finale, ma anche l'opportunità di vincere a New York per la terza volta consecutiva. Rybakina ha interrotto la sua striscia di 19 vittorie consecutive agli US Open e ha vanificato il tentativo della bielorussa di diventare la prima donna, dopo Serena Williams (2012-2014), a ottenere tre trionfi di fila a Flushing Meadows.
La reazione di Sabalenka: un gesto liberatorio
Dopo l'incontro, Sabalenka ha chiarito che il gesto della racchetta è stato un modo per liberare tensione e aggressività, non per drammatizzare la sconfitta. Ha dichiarato: «È davvero difficile controllare le emozioni quando si perde una finale del Grande Slam, specialmente provando a completare il terzo successo consecutivo».
Ha aggiunto di voler «lasciarle andare, perché se le avessi trattenute, in campo o dopo, non sarei stata in grado di proferire parola o avrei reagito in modo meno appropriato». Ha infine ribadito: «Volevo solo far uscire tutta quell’aggressività e quella delusione».
La frustrazione di Sabalenka era già evidente durante la partita, quando aveva colpito una palla verso il pubblico. Dopo la stretta di mano a rete, ha scaricato la rabbia sulla racchetta. Durante la premiazione ha trattenuto le lacrime, ma in conferenza stampa ha riconosciuto con chiarezza i meriti di Elena Rybakina, ora nuova numero uno. «Ovviamente non sono contenta del livello a cui ho giocato», ha ammesso Sabalenka. «Ma lei ha servito in modo incredibile.
Ha giocato un tennis molto aggressivo, ottimo». La sua conclusione è stata netta: «È stata semplicemente una giocatrice migliore di me».
Il significato della vittoria di Rybakina
Nel quadro più ampio della finale, Rybakina ha dato sostanza.