Kimi Antonelli è tornato al volante nelle prime prove libere del Gran Premio del Messico, all’Autódromo Hermanos Rodríguez, dopo aver saltato gli impegni con i media del giovedì a causa di un’influenza virale con febbre alta. Il suo rientro è stato immediatamente competitivo: il pilota Mercedes ha chiuso la sessione al secondo posto, preceduto soltanto da Charles Leclerc su Ferrari.

Il risultato assume un peso particolare perché arriva dopo ore di cautela sulle sue condizioni fisiche. Antonelli ha ripreso il lavoro in pista senza mostrare segnali evidenti di difficoltà, confermando il rendimento che lo ha portato in testa al Mondiale piloti.

Nella stessa sessione, Lewis Hamilton ha ottenuto il quarto tempo, completando un quadro significativo per le squadre di vertice in un fine settimana che può incidere sulla corsa al titolo.

Il titolo mondiale a portata di mano per Antonelli

Antonelli, attuale leader della classifica iridata, può conquistare il titolo piloti già domenica con un nono posto. Sarebbe un traguardo storico per il movimento italiano, poiché riporterebbe il titolo in Italia dopo 73 anni. La presenza del giovane pilota Mercedes al vertice delle libere, subito dopo un problema fisico, rafforza l’attenzione su un fine settimana che ha un valore sportivo e simbolico superiore alla normale gestione di gara.

Nelle prime libere del Messico erano presenti anche altri due italiani: Leonardo Fornaroli, in pista con la McLaren, e Gabriele Minì, al volante dell’Alpine.

La sessione ha quindi offerto una fotografia ampia della nuova presenza italiana in Formula 1, con Antonelli al centro della scena e con altri due piloti impegnati a raccogliere chilometri e indicazioni tecniche in un contesto di alto livello.

Ferrari cauta, Mercedes e Red Bull avversarie temibili

In casa Ferrari, il miglior tempo di Leclerc ha dato un segnale incoraggiante, ma il pilota monegasco è rimasto prudente sulle possibilità della squadra in Messico, indicando Mercedes e Red Bull come avversarie molto forti. Hamilton, quarto nelle libere, guarda già al 2027, mentre la Ferrari continua a valutare il proprio margine in un appuntamento che mette alla prova equilibrio aerodinamico, gestione gomme e adattamento all’altitudine.