L'offseason degli Atlanta Braves si apre all'insegna di pesanti interrogativi, conseguenza di un'altra deludente eliminazione nella National League Division Series (NLDS). La squadra, che solo pochi giorni prima sembrava avere il controllo della situazione dopo aver strappato il fattore campo ai Los Angeles Dodgers e rientrata al Truist Park con la concreta possibilità di chiudere la serie in gara tre schierando Chris Sale sul monte, ha invece inaspettatamente salutato il mese di ottobre con due sconfitte consecutive. Questo esito segna la terza uscita dalla NLDS in appena cinque anni dalla vittoria delle World Series del 2021, un bilancio che impone una profonda riflessione sull'efficacia dell'attacco, sulla profondità del roster e sulla stabilità della rotazione dei lanciatori.
Kim e Pérez: profili diversi per possibili addii
Tra i primi nomi a essere indicati come possibili partenti c'è quello di Ha-Seong Kim. La sua stagione offensiva è stata descritta come estremamente negativa: un OPS di appena .359 in 159 apparizioni al piatto, un dato che si posiziona quasi 400 punti sotto la media di lega, attestata a .718. La sua inclusione nel roster per i playoff è stata interpretata come un chiaro segnale della scarsa profondità interna di Atlanta nella fase finale dell'anno. Kim, che ha percepito 20 milioni di dollari con un contratto annuale e compirà 31 anni il prossimo 17 ottobre, è ormai considerato un profilo più adatto a un ruolo di riserva da invitare al camp primaverile che a un titolare su cui la franchigia possa investire in modo significativo per il futuro.
Più sfumato appare invece il discorso relativo a Martín Pérez. Il lanciatore mancino ha concluso una stagione che può essere definita di rilancio, registrando una media PGL (ERA) di 3.04 e un bWAR di 2.9, valori che rappresentano i secondi migliori della sua lunga carriera, estesa su 15 anni. Un problema alla parte bassa della schiena lo ha tuttavia costretto a saltare il Wild Card Round, una situazione che ha portato all'impiego di Ray Kerr, un mancino fino ad allora poco utilizzato, come partente in gara tre. Pérez era legato agli Atlanta Braves da un accordo annuale da 3,5 milioni di dollari e, forte della sua buona performance, avrebbe ora argomenti solidi per puntare a una cifra doppia nella stagione in cui compirà 36 anni.
Sebbene un suo ritorno nel roster avrebbe una sua logica, la dirigenza potrebbe essere tentata di cercare un profilo più giovane e meno oneroso per rinforzare la rotazione.
Murphy pesa, Mahle convince ma costa
Il caso di Sean Murphy si presenta in una veste particolare, in quanto il giocatore non è in scadenza di contratto. Murphy ha ancora due stagioni garantite, ciascuna da 15 milioni di dollari, e una team option per un'ulteriore stagione, anch'essa da 15 milioni, senza alcuna clausola anti-trade. Il nodo cruciale risiede nel rapporto tra il suo costo contrattuale e il ruolo che ricopre: per un catcher di riserva, la cifra attuale è considerata decisamente elevata. Dal 2024, Murphy ha registrato una media battuta di .194 con un OPS di .656, e non ha superato le 94 partite giocate nel periodo.
Il suo rendimento offensivo, unito alla frequenza degli infortuni, solleva interrogativi sul suo valore complessivo per la squadra. La sua situazione contrattuale lo rende un elemento complesso da gestire per la franchigia, che dovrà valutare attentamente il suo futuro nel roster.