Il Trittico Lombardo di ciclismo si chiude nel segno del nuovo che avanza. La Tre Valli Varesine 2026 regala uno spettacolo esaltante e consacra definitivamente il talento cristallino di Jarno Widar, capace di battere in uno sprint a tre corridori del calibro di Tom Pidcock e Matteo Jorgenson al termine di un finale entusiasmante e perfettamente gestito dal 21enne belga.
🇮🇹 105. Tre Valli Varesine 2026 🗓️ Tuesday, October 6th 🏆 #JarnoWidar 🇧🇪 @LottoIntermarch 🎉 🚩 #BustoArsizio 🏁 #Varese 📏 196.1km #TreValliVaresine #Italy #Ciclismo #Cycling https://t.co/he2fUzYNFn
— Kingdom of Cycling (@Cycling_Kingdom) October 6, 2026La prima fuga e il controllo del gruppo
Con un parterre di primissimo ordine al via — su tutti il fresco campione del mondo Brandon McNulty e un ritrovato Tom Pidcock — la corsa si accende fin dai primi chilometri.
La prima fuga di giornata vede protagonisti Tommaso Nencini, Kyrylo Tsarenko, Fabian Weiss, Noah Ramsay e Matteo Turconi. Un'azione a cinque che però non ha mai impensierito il plotone: il gruppo ha mantenuto sempre sotto controllo il distacco, andando a riassorbire gli attaccanti a circa una cinquantina di chilometri dal traguardo.
La bagarre sui Ronchi: McNulty ci prova, Simmons e Piganzoli all'attacco
Da quel momento in poi, complice un tracciato esigente ma non eccessivamente selettivo, si è scatenata una raffica di scatti e controscatti. Il primo a muovere le acque è stato Mikkel Honoré, il cui tentativo solitario ha poi trovato vigore con l'iniziativa di Quinn Simmons, bravissimo a riportarsi sul danese portando con sé anche l'italiano Davide Piganzoli.
Dietro, la UAE Team Emirates ha preso in mano le redini del gruppo per riordinare le fila e lanciare la stoccata dell'iridato Brandon McNulty. Il campione del mondo ha provato ad allungare in salita, ma braccato da tutti i migliori non è riuscito a fare la differenza.
L'allungo decisivo: Pidcock, Jorgenson e la furbizia di Widar
La fiammata decisiva è arrivata a 15 km dall'arrivo per mano di Tom Pidcock. Sul britannico si sono prontamente accodati Matteo Jorgenson e il giovane prodigio belga Jarno Widar. Dopo un breve momento di tensione e un battibecco verbale tra Pidcock e Jorgenson per la mancata collaborazione iniziale dell'americano, i tre hanno trovato un solido accordo. Alle loro spalle, la reazione del gruppo è stata lenta e disorganizzata, addormentata anche dall'ottimo lavoro di sbarramento dei corridori della Visma-Lease a Bike posti a protezione del compagno Jorgenson.
Guadagnata la certezza di giocarsi la vittoria, il finale si è trasformato in una partita a scacchi. A spuntarla è stata la grandissima intelligenza tattica di Widar: il giovane belga è rimasto sornione in terza posizione per poi scattare come una molla ai -250 metri, anticipando nettamente i due compagni di fuga.
L'ordine d'arrivo
Per Pidcock arriva un altro amaro secondo posto a pochi giorni da quello incassato al Giro dell'Emilia, mentre Jorgenson deve accontentarsi del terzo gradino del podio. La volata del gruppetto degli inseguitori per la quarta piazza è stata invece regolata da un brillante Quinn Simmons davanti al redivivo Marc Hirschi.