David Goffin ha concluso la sua carriera professionistica all’European Open di Bruxelles, il 22 ottobre 2026. La sua ultima partita lo ha visto arrendersi ad Alex Michelsen con il punteggio di 6-3, 6-4. L’ultimo scambio, una risposta in allungo finita in rete, ha segnato un congedo semplice e toccante davanti al suo pubblico di casa. Gli spettatori hanno tributato un lungo e commosso applauso all’ex numero uno del Belgio, che in questa settimana di addio è stato accompagnato anche dalla moglie Stephanie e dalla figlia.
L’omaggio del pubblico di casa
Questa partita ha rappresentato il culmine di una settimana di saluti, più che un semplice percorso di torneo. Nonostante la vittoria di Michelsen in due set, l’attenzione è rimasta focalizzata su Goffin, visibilmente emozionato mentre riceveva l’abbraccio caloroso dei tifosi. Il tennista belga ha così salutato il circuito dopo 18 anni di carriera, in un contesto dove il risultato sportivo ha lasciato spazio al riconoscimento di un percorso lungo, costante e rispettato.
Nel corso della sua carriera, Goffin ha raggiunto il suo miglior piazzamento al numero sette ATP nel 2017, ha conquistato sei titoli, ha ottenuto 357 vittorie e ha accumulato premi per oltre 19 milioni di dollari.
Figlio di un maestro di tennis, si è distinto per uno stile di gioco misurato e tecnico, basato sull’anticipo, sul controllo del campo e su un rovescio lungolinea di grande precisione. La sua presenza nel circuito è sempre stata associata alla qualità del suo tennis e a un comportamento riconosciuto come elegante e corretto.
I momenti salienti di una carriera esemplare
Tra i momenti più alti della sua carriera spicca la memorabile corsa alle ATP Finals del 2017. In quell’occasione, Goffin batté in successione campioni del calibro di Rafael Nadal, Dominic Thiem e Roger Federer, raggiungendo la finale alla O2 Arena di Londra, dove poi fu sconfitto da Grigor Dimitrov. Anche negli ultimi anni ha dimostrato la sua capacità di competere ad alti livelli contro avversari di vertice: nel marzo 2025, al Miami Open, superò Carlos Alcaraz con il punteggio di 5-7, 6-4, 6-3.
Il suo tennis ha sempre privilegiato angoli acuti, tempi di impatto rapidi e letture veloci del gioco, strategie spesso utilizzate per disinnescare la potenza di giocatori più fisici. Per questo, il suo addio a Bruxelles non ha celebrato soltanto i risultati ottenuti, ma anche un particolare modo di stare in campo: sobrio, tecnico, costruito su soluzioni pulite e sulla capacità di rendere efficace un gioco non fondato esclusivamente sulla forza pura.