Roma, 9 ottobre 2026, ore 10:10. LeBron James ha debuttato con i Philadelphia 76ers nella preseason NBA, inaugurando la sua ventiquattresima stagione con una prova orientata alla gestione del gioco. L'esordio, contro i Brooklyn Nets, si è chiuso con una sconfitta per Philadelphia (114-108), un risultato tipico delle gare di preparazione e non preoccupante.

Il quarantaduenne di Akron è rimasto sul parquet per 18 minuti, chiudendo con 10 punti, quattro rimbalzi e una palla rubata. La sua offensiva è stata insolita: un solo tentativo dal campo, a segno, e un perfetto 8/8 dalla lunetta.

Più del bottino personale, ha colpito la sua immediata capacità di integrarsi nei meccanismi della squadra, assumendo un ruolo centrale senza forzare le conclusioni.

Una regia subito visibile

Il segnale più netto è arrivato nel primo quarto, quando James ha distribuito i suoi cinque assist. Nei primi possessi con la nuova maglia ha cercato soprattutto i compagni, mostrando disponibilità a orchestrare l'attacco e a mettere in ritmo il gruppo. La sua presenza è apparsa subito funzionale al sistema dei Sixers, non solo come realizzatore, ma come riferimento capace di avviare l'azione e leggere gli spazi.

Per Philadelphia è stato anche il debutto di Jaylen Brown in maglia Sixers, autore di 18 punti.

La serata ha mirato a verificare equilibri e condizione, più che al risultato. La gara di preseason ha offerto una prima fotografia del nuovo assetto, con due innesti di peso chiamati a trovare intese e gerarchie.

Il peso del risultato

La vittoria dei Brooklyn Nets (114-108) va letta nel contesto tipico di una partita di preparazione. Nel finale sono rimaste in campo soprattutto le riserve, elemento che ridimensiona il valore del distacco e rende la sconfitta non preoccupante per Philadelphia. Per i Sixers l'indicazione principale è arrivata dai minuti dei titolari e dalla centralità immediata di James.