Charles Leclerc ha conquistato il miglior tempo nella seconda sessione di prove libere a Sepang, disputata il 2 ottobre 2026, portando la Ferrari in vetta con un riferimento cronometrico di 1'37''528. La sessione è stata fondamentale per valutare il passo delle principali scuderie su un tracciato impegnativo, evidenziando la notevole competitività della Rossa sul giro secco, con distacchi contenuti nelle posizioni di testa.
Alle spalle del pilota monegasco si è piazzato Isack Hadjar con la Red Bull, staccato di soli 0.099 secondi, seguito da Lando Norris su McLaren.
Il quarto tempo è stato registrato da Max Verstappen, anch'egli al volante di una Red Bull, mentre Lewis Hamilton ha completato la top five con l’altra Ferrari. Per la scuderia di Maranello, dunque, la giornata ha fornito un segnale estremamente positivo, con entrambe le monoposto nel gruppo di vertice e Leclerc in testa.
Le Mercedes faticano a trovare il ritmo
La sessione si è rivelata più complessa per la Mercedes, che ha faticato a tenere il passo dei riferimenti principali. George Russell ha concluso al settimo posto, mentre Kimi Antonelli ha chiuso ottavo. La presenza di entrambe le monoposto fuori dalla top five evidenzia una giornata meno lineare rispetto a quella di Ferrari e Red Bull, sebbene le prove libere siano primariamente dedicate alla raccolta dati e alla preparazione delle fasi successive del weekend.
Secondo le analisi, sia Russell che Antonelli non sono riusciti a completare giri perfetti con le gomme soft.
Il quadro generale della sessione è stato influenzato dalla minaccia di pioggia, che ha spinto i team a scendere in pista rapidamente e a montare le gomme soft con largo anticipo. A completare la top ten, dopo le due Mercedes, si sono classificati Liam Lawson e Pierre Gasly. Oscar Piastri si è inserito in sesta posizione, subito davanti alle due vetture tedesche, consolidando così le prime dieci posizioni.
Un episodio significativo nel finale ha visto l’Audi di Gabriel Bortoleto fermarsi in pista, causando una virtual safety car. Questo inconveniente ha interrotto bruscamente la normale evoluzione del lavoro sul tracciato, impedendo a diversi piloti di tentare un ultimo miglioramento e cristallizzando di fatto la classifica nelle posizioni più rilevanti.