A un mese dall'inizio della stagione NFL 2026, diversi head coach sono già sotto forte pressione. Il nome più esposto è DeMeco Ryans: gli Houston Texans sono ancora senza vittorie dopo quattro gare. Questa situazione, che segue lo 0-3 della stagione precedente, evidenzia una mancata svolta. La difesa, pilastro del progetto, fatica a proteggere il risultato e concede troppo, non compensata da un attacco efficace.
L'identità dei Texans si basava su una difesa di alto livello e un quarterback promettente. In questa stagione, però, la difesa si attesta al 21° posto per yard totali concesse e al 26° per punti subiti.
La regressione è evidente nella difesa sui passaggi: dalla Week 1, Houston ha concesso almeno 250 yard aeree in ogni partita, eccetto la Week 3 contro Indianapolis. Per un capo allenatore dal profilo difensivo come Ryans, questa performance è un nodo critico.
Pressione su LaFleur e Taylor
Anche Matt LaFleur, dei Green Bay Packers, è sotto osservazione. La sconfitta contro gli Atlanta Falcons ha rappresentato un segnale pesante: i Packers, dopo aver segnato per primi, hanno subito 27 punti senza risposta. Un episodio simile nella Week 1 contro Minnesota vide Green Bay, avanti 22-10 nel terzo quarto, incassare 29 punti consecutivi. Il problema non è attribuito a Jordan Love o agli infortuni, bensì alla disciplina della squadra, diretta responsabilità di LaFleur.
Da quando è alla guida, i Packers non sono andati oltre il divisional round; l'accesso ai playoff non è più considerato sufficiente.
Per Zac Taylor, le criticità riguardano i Cincinnati Bengals e un attacco che non sta rispettando le aspettative. Le difficoltà offensive, emerse anche nell'ultima gara, coinvolgono Joe Burrow ma chiamano in causa Taylor, responsabile delle chiamate. Le critiche si concentrano sul playcalling e sulla gestione della partita.