Il 7 ottobre 2026, a Sencur, in Slovenia, Primoz Roglic si è laureato campione europeo della cronometro individuale. Lo sloveno, a quasi 37 anni, ha trionfato davanti al pubblico di casa sui 22,1 chilometri del percorso, registrando il miglior tempo e conquistando la sua prima medaglia d’oro Elite nella specialità ai Campionati Europei, rappresentando la Red Bull-Bora-Hansgrohe.

Una prova di forza e gestione del ritmo

Roglic ha completato la prova a cronometro in un tempo eccezionale di 28 minuti e 16 secondi, mantenendo una media impressionante di 46,9 km/h.

Il tracciato, particolarmente impegnativo, includeva nella sua parte centrale una salita di 2.000 metri con una pendenza media prossima al dieci per cento, un passaggio selettivo che ha fortemente inciso sull’andamento della gara. Sul secondo gradino del podio si è piazzato il francese Bruno Armirail, che ha conquistato l’argento con un distacco di sette secondi, mentre il bronzo è andato all’altro francese Maxime Decomble.

Per il campione olimpico della cronometro di Tokyo 2021, questo successo rappresenta il suo primo titolo europeo in carriera. Tra gli atleti italiani, il migliore è stato Marco Frigo, che ha concluso la sua prestazione al settimo posto, a 55 secondi dal vincitore. Il risultato di Roglic sottolinea ancora una volta la sua straordinaria capacità di incidere anche in prove brevi e altamente controllate, dove la gestione dello sforzo si rivela cruciale quanto la pura potenza nei tratti più esigenti.

L'imprevisto della radio e le parole del vincitore

La vittoria è giunta nonostante un contrattempo tecnico verificatosi nei primi chilometri della corsa. Roglic ha raccontato la sua esperienza con queste parole: “È semplicemente una grande sensazione. Certo, è la mia vittoria, ma è anche per tutte le persone lungo il percorso e per tutti coloro che hanno reso possibile che i Campionati Europei si svolgessero in Slovenia. È un ottimo modo per concludere i campionati. Poco dopo la partenza, la mia radio ha smesso di funzionare, così sono andato a pedalare lasciando tutto quello che avevo in giro. Per fortuna, è stato sufficiente”.

Questa dichiarazione evidenzia il peso del contesto: una gara disputata in casa, con il calore del pubblico a sostenere l'atleta, e una prova da amministrare senza il consueto collegamento radio.

Roglic è riuscito a trasformare l’imprevisto in una gestione essenziale dello sforzo, mantenendo una lucidità impeccabile fino al traguardo e difendendo con successo il suo margine sugli avversari diretti. L’assenza del campione uscente Remco Evenepoel aveva, inoltre, reso la corsa per il titolo particolarmente aperta, aggiungendo ulteriore valore alla prestazione dello sloveno.