La Terza Sezione della Corte d'Appello di Roma ha ribaltato il verdetto di primo grado nel maxi processo sullo Stadio della Roma, il progetto che doveva sorgere nell’area di Tor di Valle. La decisione, resa nota il 19 ottobre 2026, ha cancellato gran parte delle nove condanne inflitte in precedenza, segnando un punto di svolta nella complessa vicenda giudiziaria.
Assoluzioni e Rimodulazioni di Pena
Sono stati assolti Marcello De Vito, ex presidente dell’assemblea capitolina, l’avvocato Camillo Mezzacapo e Luca Lanzalone. Assoluzioni anche per Gianluca Bardelli e Giuseppe Statuto.
Per l'imprenditore Luca Parnasi, che aveva scelto il rito abbreviato, la pena è stata ridotta da due anni a soli tre mesi. Per Adriano Palozzi la condanna è passata da un anno e dieci mesi a otto mesi. La Corte ha dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per Giulio Centemero, ex tesoriere della Lega, e per Andrea Manzoni.
Le accuse originarie, contestate a vario titolo nell’inchiesta coordinata dall’allora aggiunto della procura di Roma Paolo Ielo, spaziavano dalla corruzione al traffico di influenze illecite e al finanziamento illecito. In primo grado, le condanne erano state significative: De Vito aveva ricevuto otto anni e otto mesi, Mezzacapo nove anni. Già in precedenza, numerosi altri imputati erano stati assolti, tra cui Francesco Bonifazi e l’ex assessore regionale Michele Civita.
Il Solleivo degli Assolti
Marcello De Vito ha espresso grande felicità per l'assoluzione: "Oggi finalmente è stata fatta giustizia". Ha descritto i sette anni come "durissimi", ricordando gli otto mesi di detenzione da presidente dell'assemblea capitolina. Questo periodo ha "distrutto la vita politica e professionale", ma ha riconosciuto il ruolo fondamentale della sua famiglia. Ha ringraziato i suoi avvocati, definendo l'esito la fine di "un incubo, un calvario" e una "grande soddisfazione contro chi mi aveva condannato".
Anche Gianluca Bardelli ha affidato il proprio commento a parole nette, esprimendo il proprio sollievo per la conclusione della vicenda.