Nei contesti degli sport invernali, la qualità della vista emerge come un fattore cruciale che incide direttamente sulla prestazione atletica. Il 07 novembre 2026, il tema è stato approfondito grazie al contributo di Angelo Appiotti, un riconosciuto esperto in chirurgia refrattiva con una vasta esperienza nel mondo dello sport agonistico. Nello sci alpino, in particolare, la capacità di leggere con precisione una variazione del terreno, di distinguere un avvallamento anche in una zona d’ombra, di anticipare un repentino cambio di pendenza e di adattare il proprio movimento in una frazione di secondo, sono abilità decisive.
Queste diventano ancora più importanti quando gli atleti si trovano ad affrontare velocità elevate e condizioni di luminosità variabile, che richiedono risposte immediate e accurate.
L'importanza di leggere la pista
Angelo Appiotti sottolinea come la correzione visiva debba essere strettamente correlata alle esigenze specifiche delle diverse discipline praticate sulla neve. “Nello sci, vedere significa infatti anche riuscire ad anticipare”, osserva l'esperto. Spiega che la costruzione della traiettoria ideale, la scelta del punto ottimale per impostare una curva e la preparazione a ciò che si incontrerà pochi metri più avanti dipendono in larga parte dalle informazioni visive raccolte dallo sguardo dell'atleta.
Appiotti chiarisce ulteriormente: “Nello sci alpino la visione non è soltanto una questione di nitidezza: significa riuscire a leggere ciò che si ha davanti, interpretare rapidamente i cambiamenti del terreno e adattare il gesto atletico in tempo reale”. Nel corso della sua carriera, l'esperto ha operato numerosi atleti di alto livello nel panorama degli sport invernali, tra cui spiccano nomi come Federica Brignone, Elena Curtoni, Nicol Delago e Christof Innerhofer per lo sci alpino, e Fabiana Fachin per lo snowboard.
Il caso di Federica Brignone: una visione migliorata, una fiducia ritrovata
L’esperienza diretta di Federica Brignone, campionessa di sci alpino, offre un esempio concreto di quanto la qualità visiva possa influenzare profondamente la fiducia e le performance di un atleta.
Federica, miope fin dalla giovane età, aveva fatto uso per anni di lenti a contatto, le quali, con il tempo, erano diventate sempre meno soddisfacenti sia durante gli allenamenti che in gara. Fu il suo allenatore, Gianluca Rulfi, a suggerirle di confrontarsi con Christof Innerhofer, un altro atleta già operato con successo dal Dottor Appiotti. A seguito di una valutazione specialistica, fu evidenziato un astigmatismo miopico composto di grado medio, che venne corretto attraverso l'applicazione della tecnica Femtolasik, abbinata al programma Psp, il Personal Sportsman Profile. La stessa Brignone ha testimoniato la differenza percepita: “Mi sono accorta della differenza soprattutto nelle condizioni di 'falsa luce' e di poca visibilità, dove mi sembrava di vedere un po' di più i particolari”.
Ha poi aggiunto, evidenziando l'impatto sulla sua carriera: “Vedere meglio e avere più fiducia è davvero fondamentale”.
Un percorso su misura per l'atleta professionista
Il Personal Sportsman Profile (Psp) è presentato come “un protocollo dedicato specificamente agli atleti professionisti che scelgono di sottoporsi a chirurgia refrattiva”. Il suo