Victoria Azarenka, ex numero uno del mondo e due volte campionessa Slam, ha dedicato un intenso messaggio a Gaël Monfils per il suo congedo al Rolex Paris Masters. Il tributo celebra il francese per il suo tennis spettacolare, la capacità di intrattenere e le sue qualità umane: gentilezza, generosità e autenticità.
Azarenka, che conosce Monfils da quando aveva 14 anni, ha posto la persona al centro del suo commosso omaggio. «Sono sempre stata una fan del tuo tennis, della tua passione, creatività e capacità di far innamorare le persone di questo sport», ha scritto la bielorussa.
E ha aggiunto: «Ma più di ogni altra cosa, sono sempre stata una tua fan come persona. Hai sinceramente uno dei cuori più grandi e gentili che io abbia mai conosciuto».
Un'amicizia nata nei tornei junior
Un aneddoto leggero dalla mensa di Wimbledon, prima di una finale junior, vede Monfils provare le mosse di un ballo di vittoria «per circa un'ora e mezza, davanti a TUTTI». Azarenka ha riconosciuto in quella scena l'energia che ha segnato la sua carriera: una miscela di gioia e libertà che lo ha reso un personaggio unico, ovunque.
Nel suo messaggio, la bielorussa ha delineato le molteplici sfaccettature dell'amico: «Gaël il tennista, Gaël il DJ, Gaël il mago». Il filo conduttore, secondo Azarenka, è la sua «passione nel portare gioia».
Il loro legame era emerso agli US Open del 2014, quando Azarenka convinse il pubblico dell'Arthur Ashe Stadium a intonare «Happy Birthday» per Monfils, in un'intervista dopo la vittoria su Aleksandra Krunic.
Il commiato di fronte al suo pubblico
Azarenka ha concluso il tributo con parole di profonda riconoscenza: «Hai donato alle persone la tua passione, attenzione, gioia e cuore. E ora il mondo ti sta restituendo quell'amore. Ogni singolo bit è meritato». Poi un abbraccio personale: «Sono così orgogliosa di te, amico mio. Non solo per l'incredibile carriera, ma per la persona che sei rimasto. Come giocatore, padre e amico». Ha sigillato il suo messaggio con una frase emblematica: «Non c'è nessuno come te. E non ci sarà mai».