Il tennista Novak Djokovic, durante una conferenza stampa allo Swiss Indoors di Basilea, ha commentato le recenti notizie politiche dalla Serbia e il successo elettorale del movimento studentesco. Il campione serbo ha legato il suo messaggio al rapporto con il suo Paese e i suoi cittadini, rivendicando una posizione personale: "Gioco per il mio popolo, non per il governo". Le sue parole hanno dato una dimensione pubblica a un tema che, per Djokovic, riguarda non solo la politica, ma anche il senso di appartenenza e la responsabilità di una figura sportiva di grande influenza.
Il riferimento è alla vittoria del movimento giovanile serbo contro Aleksandar Vucic e il suo partito di destra. Vucic ha ammesso la sconfitta in un voto che ha contrapposto il suo blocco a un fronte guidato dagli studenti, protagonisti di due anni di proteste contro il governo. Interrogato sul quadro del suo Paese, Djokovic non ha nascosto la soddisfazione: "Sono molto felice", ha detto, aggiungendo un riconoscimento diretto ai giovani coinvolti nella mobilitazione.
Il sostegno agli studenti
Djokovic ha espresso il suo "più profondo rispetto per gli studenti e i giovani che hanno lottato", sottolineando la loro "dignità e incredibile resilienza" dimostrata negli ultimi due anni, nonostante la "pressione enorme".
Il campione serbo ha poi ampliato il concetto, provando "molta ammirazione per quello che hanno fatto e per come si sono comportati". Secondo Djokovic, il movimento è riuscito a creare "un senso di orgoglio in tutte le persone, non solo in Serbia ma anche all'estero".
Il tennista, che vive in Grecia, aveva già sostenuto pubblicamente le proteste studentesche in diverse occasioni. A Basilea, ha collegato quel sostegno a una speranza più ampia per la Serbia: "La vittoria è assicurata e ora tutti abbiamo la speranza che il nostro Paese sia prospero e che potremo goderci il futuro che sta arrivando". Queste parole confermano il peso simbolico di Djokovic nel dibattito pubblico serbo, anche quando il suo intervento nasce in un contesto sportivo.