La nuova imposta sui servizi indivisibili, denominata Tasi, è un'imposta messa dai comuni a discapito dei cittadini e raggruppa tutte le spese che riguardano l'illuminazione pubblica, tutti i lavori di manutenzione e riparazione delle strade della nostra città, l'ampliamento il mantenimento delle zone verdi (giardini, parchi, aiuole etc.) ed altri servizi relativi alla sicurezza del cittadino.



La Legge di Stabilità (insieme alla legge di bilancio, costituisce la manovra di finanza pubblica per il triennio di riferimento e rappresenta lo strumento principale di attuazione degli obiettivi programmatici definiti con la Decisione di finanza pubblica) aveva stabilito che la Tasi sulla prima casa non superasse l'aliquota del 2,5 per mille e quella della seconda casa il 10.6.

Dopo le innumerevoli lamentele dei sindaci delle maggiori città italiane, il Governo ha concesso di poter aumentare di un ulteriore 0,8 per mille. Dopo questa ulteriore concessione, la Tasi sulla prima casa potrà aumentare fino al 3,3 per mille, mentre per gli altri tipi di immobili dovrà rimanere entro l'11,4 per mille.



La Tasi in caso di affitto dovrà essere pagata sia dal proprietario dell'immobile che dal suo inquilino in una percentuale che varia, in base ad uno specifico regolamento comunale, tra il 10% e il 30% dell'ammontare complessivo della Tasi. Quanto bisogna pagare di Tasi ormai è stabilito, l'incognita rimane su quando andrebbe pagata, non si è ancora al corrente di quando dovrebbero scadere le rate sull'imposte degli immobili.



Lo Stato vorrebbe ritardare il pagamento e rimandarlo a giugno, nasce il problema dei Comuni che senza gli incassi della Tasi si vedrebbero in reali difficoltà economiche e potrebbero finire sul lastrico con i conti in rosso.

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