Tenendo conto della diminuzione del tasso di interesse legale dal 2,5% al 1% a partire dal 1.1.2014 il Ministero delle Finanze ha provveduto ad aggiornare le modalità di calcolo dei diritti di usufrutto a vita e delle rendite o pensioni (Gazzetta Ufficiale n. 303 del 28 dicembre 2013 è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze 23 dicembre 2013)

Il valore della piena proprietà di un immobile è formato dal valore dell'usufrutto più la nuda proprietà, che possono essere suddivise in capo a persone diverse. Il valore dell'usufrutto dipende dall'età del beneficiario.

Più elevata è l'età del beneficiario, minore è il valore dell'usufrutto.

L'usufruttuario usa e gode del bene, ma paga l'imu e l'Irpef; alla morte del beneficiario usufrutto e nuda proprietà si riuniscono automaticamente senza dar luogo a pagamenti di imposte di registro e di successione o donazione.

Per questo motivo molti genitori anziani trasferiscono la nuda proprietà della loro casa ai figli o ai coniugi, continuando a godere del bene, con l'idea di alleggerire il carico fiscale di successione e burocrazia ai futuri eredi, dare loro la possibilità di ottenere credito dalle banche in forza della nuova garanzia offribile. Per effettuare la vendita della nuda proprietà trattenendo per sè l'usufrutto l'anziano genitore talvolta è costretto a donare al figlio i soldi necessari per effettuare l'acquisto, perchè il notaio nel rogito deve scrivere come viene effettuato il pagamento.

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L'usufrutto può essere ceduto anche solo per un numero di anni determinato.

L'apposita tabella ministeriale determina il rapporto dei valori sottostanti. Altre volte il contribuente cede la nuda proprietà, oppure l'usufrutto del bene a un familiare o a persona fidata per proteggerlo, perchè svolgendo una professione o un'attività d'impresa ha il timore di incappare in crisi finanziarie e non vuole correre il rischio che qualche creditore (esempio il Fisco, Inps, Equitalia) gli pignori e faccia vendere la sua casa all'asta.

Naturalmente l'operazione non può essere "elusiva", quindi deve essere fatta solo a scopo eventuale e preventivo, quando le cose vanno bene.

Altre volte il genitore che non vuole spossessarsi completamente del bene, mantenendone il controllo, anziché “intestare” la nuda proprietà al figlio preferisce cedergli una piccola percentuale della piena proprietà. Tale soluzione avrà come conseguenza maggiori adempimenti burocratici per entrambi, imu, dichiarazioni dei redditi, difficoltà con le banche, difficoltà operativa fra comproprietari qualora si decidesse di vendere.

Sconsigliata dalla maggior parte dei notai è la donazione, sia per i problemi nell'ottenere credito dalle banche, sia per potenziali contenziosi fra eredi presenti e futuri, noti o ignoti.

Per la valutazione della ripartizione del valore della piena proprietà fra usufrutto e nuda proprietà la tabella ministeriale prevede che a una piena proprietà di € 100.000 corrisponde un valore dell'usufrutto di € 10.000 (10%) - nudo proprietario € 90.000 (90%), se il venditore che si riserva l'usufrutto ha da 93 a 99 anni; usufrutto € 90.000 (90%) - nudo proprietario € 10.000 (10%), se il venditore che si riserva l'usufrutto ha da 21 a 30 anni.

Il decreto fissa, altresì, il valore del multiplo da utilizzare nella determinazione della base imponibile per la costituzione di rendite e pensioni in 100 volte l'annualità.