La ratifica della Legge di stabilità ha portato all’entrata in vigore dell’Iuc, Imposta Unica Comunale, ufficialmente operativa a partire dal primo gennaio 2014. Andiamo ad analizzarne la struttura e i meccanismi di funzionamento, scoprendo chi e quando la dovrà pagare.

Tasse sulla casa 2014, Iuc e Imu seconde case e abitazioni di lusso: chi e quando deve pagare

L’Iuc, la cui introduzione nel nostro sistema tributario ha sostanzialmente spedito in soffitta l’Imu sulla prima casa, è strutturata sulla base di tre elementi: la componente patrimoniale costituita dall’#imu (che va però versata solo dai possessori di seconde case e abitazioni particolari come ville e case di lusso), la componente dei servizi indivisibili costituita dalla Tasi e la componente sui rifiuti, la Tari.



La Tasi graverà contemporaneamente sul possessore e sull’utilizzatore concreto dell’immobile (l’aliquota verrà stabilita dai Comuni), mentre la Tari sarà a carico degli inquilini; considerato che - stando a quanto riportato dalla stessa Legge di stabilità - l’Iuc non potrà incidere in misura maggiore al 10,6 per mille, l’aliquota massima fissata per la Tasi sulle prime case non potrà varcare la soglia del 2,5 per mille.



L’Iuc in definitiva consta di due componenti (Tasi e Tari), cui ne va aggiunta una terza (l’Imu) in caso di possesso di seconda casa; chi possiede un immobile non locato nello stesso Comune in cui risulta ubicata l’abitazione principale dovrà inoltre versare il 50% dell’Irpef sulla rendita catastale dell’immobile stesso, con ciò dovendo contemporaneamente far fronte a quattro tributi differenti.

Tasse sulla casa 2014: Mini-Imu e Tasi i nodi da sciogliere

Nonostante il quadro sia meno parziale di qualche tempo fa ancora non è completo: si attendono infatti novità sulle detrazioni Tasi e sulla Mini-Imu, la velenosa coda dell’Imu 2013 che i contribuenti sono chiamati a versare entro il 24 gennaio 2014; a pagarla saranno i cittadini locati nei Comuni che sfruttando la possibilità offertagli dalla Legge hanno innalzato le aliquote base inizialmente fissate al 4 per mille.



Per eliminare la Mini-Imu (che sarà versata in circa 3.000 Comuni) allo Stato occorrerebbero 400 milioni di euro, è dunque difficile al momento ipotizzarne una cancellazione; il tributo ammonta al 40% della differenza tra l’aliquota dettata dalla Legge e quella deliberata dal proprio Comune, e stando alle prime stime non dovrebbe costare più di 50 euro a contribuente.



Il 2014 doveva essere l’anno della chiarezza e soprattutto della riduzione della pressione fiscale, ma gli esordi per quel che concerne le tasse sulla casa (per non parlare poi delle numerose scadenze fiscali di gennaio) non sono certo dei migliori; il nuovo anno è appena iniziato, non resta che attendere sperando non si abbia a che fare con il caos del passato e che il Governo accordi una certa priorità alla strutturazione del sistema tributario, troppo spesso modificato in corsa senza la dovuta chiarezza e trasparenza.