#Tasi 2014: entro il 23 maggio 2014 i Comuni che avranno deliberato le aliquote potranno riscuotere il pagamento della Tasi entro il 16 giugno 2014. L'elenco dei Comuni, quindi, si allunga ancora. Tutti gli altri che, invece, non avranno deliberato entro oggi la determinazione delle percentuali imponibili sulla prima casa, potranno riscuotere il pagamento con una proroga di 3 mesi: entro il 16 settembre 2014. Qui i dettagli sul perché della proroga.

Si ricorda che la Tasi è quella parte della IUC (la nuova imposta-cappello introdotta con la legge di stabilità e che comprende #imu, Tasi e Tari), relativa ai servizi indivisibili riscossi dai Comuni italiani, ovvero illuminazione, rifacimento del manto stradale, manutenzione degli spazi pubblici, ecc.

è per questo motivo che la Iuc, che comprende, come detto, tre parti di un'unica imposta, riveste un'importanza primaria per il bilancio degli enti locali. Inoltre, è bene tenere presente che l'Imu è stata abolita solo sulla prima casa; chi invece possiede anche seconde abitazioni sarà tenuto a corrispondere anche questa imposta, la quale non slitta: si pagherà l'Imu sulla seconda abitazione entro il 16 giugno.

Pertanto, chi è proprietario di una seconda casa sarà tenuto al pagamento dell'Imu entro il 16 giugno indipendentemente dalle deliberazioni dei Comuni: deliberazione che riguarderà solo le aliquote della Tasi. Infatti, se i Comuni in cui si trovano gli immobili interessati non hanno variato le aliquote rispetto al 2013, si applicheranno queste ultime. Poi, se entro oggi 23 maggio, il proprio Comune ha anche deliberato le aliquote Tasi 2014, allora entro il 16 giugno bisognerà pagare in aggiunta all'Imu sulla seconda casa anche il primo acconto della Tasi (che corrisponde alla metà dell'intero importo).

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Se invece il Comune non ha deliberato, allora il pagamento slitta a settembre!

Chi paga la Tasi 2014?

Un'altra novità introdotta, è che la nuova imposta (TASI) dovrà essere corrisposta anche dagli inquilini che si trovano, pertanto, ad occupare un'abitazione in affitto. Non dovrà essere pagata interamente dagli inquilini, in quanto la legge stabilisce una quota tra il 10% ed il 30% a loro carico. Per sapere qual è la quota che bisognerà versare, è necessario controllare la delibera del Comune in cui si trova l'immobile in affitto. Ed anche in questo caso, la scadenza del 16 giugno o del 16 settembre dipende dalla intervenuta o meno delibera comunale entro oggi.