La Tasi, tassa sui servizi indivisibili, una della triade della IUC, imposta unica comunale, è un balzello, così commentano gli esperti della Lega Consumatori Lazio, figlio di quella filosofia ancora imperante nella cultura di politici e di dirigenti del nostro Ministero dell'Economia, devoti al dogma, purtroppo non solo veneto: "tasi e paga!"

La Tasi subentra all'IMU per la prima casa ed a questa si somma per gli altri immobili con aliquote di riferimento minime e massime, fissate dallo Stato, ma applicabili con "discreta" libertà dei Comuni di concedere sconti e facilitazioni. In sostanza:

  • per la prima casa l'aliquota minima è pari allo 0,1% della base imponibile, mentre la massima può arrivare allo 0,25%, elevabile dai Comuni di un ulteriore 0,08% portandola quindi allo 0,33% (ogni commento è legittimo!);

  • la somma di Tasi e Imu per gli altri immobili non può tuttavia superare l'1,06 %, con analoga facoltà concessa ai Comuni di aggiungere un altro 0,08%, arrivando all'1,14%, ma con l'obbligo di ripartire tale ultimo incremento tra le prime e le seconde case. Pertanto, se i Comuni aumentano dello 0,08% la percentuale Tasi sulla prima casa, non possono aumentare l'aliquota corrispondente per gli altri immobili e viceversa;

  • l'acconto della Tasi va pagato entro il 16 giugno e il saldo entro il 31 dicembre, salvo per quei Comuni dove non sono state deliberate le nuove aliquote entro il 23 maggio, perché in tali casi la tassa va versata per intero a dicembre; senza alcun anticipo a giugno;

  • per i Comuni che non avranno deliberato le aliquote entro maggio, per le seconde case l'acconto di giugno da pagare - si consiglia a ridosso della fine di maggio aspettando le eventuali delibere dei Comuni - sarà equivalente all'aliquota base dell'1% con il saldo del resto a dicembre.

Sulla partita Tasi non tutto è definito e permangono punti oscuri che il Governo dovrà chiarire.

Consolandoci, se è possibile, con la "buona" notizia che molti Comuni invieranno ai cittadini interessati i modelli F24 già compilati e utilizzabili direttamente per il pagamento della tassa sui servizi indivisibili, "tasi e paga" sempre meglio conosciuta e, certamente, tra le meno amate dai contribuenti italiani.