250.000 gli occupati nelle energie rinnovabili e 600.000 nel settore dell'efficienza e della riqualificazione energetica: questi a nostro giudizio i dati, che, se confermati, oltre ad aumentare significativamente l' occupazione nei prossimi anni, aggiungendosi alle altre iniziative messe in campo dal Governo soprattutto in favore dell' occupazione giovanile, segneranno una svolta di grande importanza per il nostro paese nel campo dell' innovazione tecnologica e in favore della indipendenza energetica.
Nel Rapporto Comuni Rinnovabili, realizzato dalla Legambiente con il contributo del GSE, il Gestore dei Servizi Energetici Nazionali, si rileva che le "rinnovabili sono presenti in tutti gli 8.054 comuni italiani", con la diffusione di tutte le fonti energetiche "dal solare fotovoltaico, a quello termico, dall' idroelettrico alla geotermia, agli impianti di biomasse e biogas integrati con reti di teleriscaldamento e pompe di calore".
Sono più di "700.000 gli impianti diffusi nel 100% dei comuni d' Italia", un complesso sistema di generazione dell'energia, distribuita sul territorio, che nel 2012 ha prodotto 104 TWh (Terawattora), equivalenti al 32,9% dei consumi elettrici italiani e al 15% di quelli energetici totali.
Oggi i Comuni Rinnovabili sono in totale 8.054, con una potenza istallata di 8.650 MW, in aumento di 450 MW rispetto al 2012, consentendo di produrre 14,8 TWh nel 2013 equivalenti al fabbisogno elettrico di oltre 5,5 milioni di famiglie.
Infine i 1.123 Comuni del mini idroelettrico con una produzione di 5,2 TWh, i 372 della geotermia con una produzione di 5,3TWh, i 1.529 delle biomasse con 12 TWh, hanno consentito di soddisfare il fabbisogno in totale di 9,2 milioni di famiglie.
Si tratta di dati assolutamente imprevedibili soltanto 10 anni fa, dovuti essenzialmente all' impegno profuso nel settore dai Governi che si sono succeduti in questi ultimi 10 anni, all' iniziativa delle imprese che hanno saputo rispondere con investimenti adeguati a livello delle specifiche tecnologie, alla regia svolta nel campo dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici Nazionali), dall'Acquirente Unico, dall'AEEG (Autorità per l' Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico), alla spinta delle forze sociali più avvertite, nonché, mi preme sottolineare, a quella dei consumatori che hanno fortemente contribuito con le loro bollette a sostenere l'ingente sforzo economico che ha prodotto i su citati risultati.
È ad essi infatti che deve essere rivolto il principale ringraziamento di noi tutti, se il Paese è oggi tra quelli all'avanguardia per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che lo mette in condizione di guardare con più fiducia verso un futuro in cui sui problemi energetici si giocherà la sovranità e l' autonomia dell' Italia e della stessa Europa, come ci segnalano gli eventi drammatici dell'Ucraina e gli accordi Russia-Cina nel settore energetico.
Anche per questo motivo condividiamo, come Lega Consumatori Lazio, l' appello di Legambiente al Governo e all'Autorità per l' Energia che auspica la massima apertura all'autoproduzione dell'energia, così come avvenuto nei Comuni da Primiero a Prato allo Stelvio, premiati nel su citato Rapporto, che gestiscono le reti e gli impianti energetici da fonti rinnovabili attraverso cooperative e società locali che vendono energia direttamente agli utenti del territorio.