Continua l'acceso dibattito che vede il Partito Democratico e il #Governo guidati da #Matteo Renzi scontrarsi in modo molto duro con i sindacati, i giovani e il personale docente dell'istruzione italiana. Il presidente del consiglio dei ministri ha assicurato l'avvio a breve termine di un concorso per l'integrazione nel sistema scolastico dei precari dell'istruzione italiana o almeno di una consistente parte di essi. In Commissione Cultura sono ripresi i lavori sul ddl del governo dopo l'incontro del Nazareno tra gli esponenti del PD e i sindacati. Le principali modifiche riguardano l'inquadramento dei presidi e le disposizioni per i docenti abilitati dalle graduatorie d'istituto.

Pronto il concorso per Ottobre?

Gli emendamenti presentati dalla senatrice Coscia, del Partito Democratico, puntano a mantenere un numero cospicuo di assunzioni non inferiore alle 100000 assicurate da Renzi per quanto riguarda coloro che arrivano dalle graduatorie ad esaurimento. Per quanto riguardi i docenti abilitati dalle graduatorie di istituto la situazione resterà stabile almeno per i tre anni successivi all'entrata in vigore del ddl, sia per il personale docente che per quello ATA, che non sarà retroattivo.

Intanto sembra sempre più sicuro il prossimo concorso di 60000 posti previsto per 1 ottobre 2015 in cui i docenti precari abilitati dalle graduatorie di istituto potrebbero godere di una corsia preferenziale. Questo bando di concorso dovrebbe garantire per il triennio che va dal prossimo anno, 2016, fino al 2019, la copertura di tutti i posti disponibili e vacanti presenti all'interno della #Scuola italiana.

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Al testo è stata anche apportata una serie di modifiche che punta a ridimensionare la posizione dei presidi sulla scelta dei docenti e sull'autonomia decisionale nella gestione degli istituti. In questo senso va a perfezionarsi lo strumento di incentivazione per i docenti migliori. Secondo l'emendamento sarebbero pronti 200 milioni di euro per essere utilizzati come strumento di incentivazione, i docenti migliori saranno selezioni dai presidi a cui potrebbe essere affiancato un comitato di valutazione scelto dal consiglio di istituto. Intanto per il concorso non resta che attendere ulteriori conferme.