Matteo Renzi annuncia la digital tax che sarà attiva dal primo gennaio 2017, una Legge che dovrebbe consentire di tassare le transazioni online nei Paesi in cui avvengono. L'esigenza è ormai avvertita in tutta l'Unione europea, tanto che l'OCSE (l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ci sta lavorando su da tempo, da troppo secondo il giudizio del nostro Premier che ha deciso di porre una sorta di 'aut aut' che suona più o meno così: se entro giugno 2016 non arriverà il testo atteso, l'Italia ne adotterà uno suo che entrerà in vigore appunto il primo gennaio 2017. La decisione di Renzi di imprimere una accelerazione alla questione trova diversi oppositori nel metodo e nel merito.

Matteo Renzi frettoloso?

Sul metodo c'è chi definisce la reazione renziana intempestiva, visto che ad ottobre in Perù si terrà il G20 nel quale l'OCSE comunicherà le prime quindici azioni per la lotta all'elusione ed ai paradisi fiscali, ed inoltre che dovendo contrastare la sicura resistenza di colossi come Amazon, Google, Facebook, sarebbe più opportuno farlo congiuntamente come Unione piuttosto che individualmente, e questo sia sul profilo politico che tecnico. Ma le critiche non si fermano qui! Perché c'è anche chi sostiene che la digital tax non è una Legge adatta per applicare ai colossi web sistemi di tassazione già esistenti, da qui le critiche sul merito, ma una vera e propria nuova tassa applicata ai ricavi invece che ai redditi.

E-commerce futuro dell'umanità?

Tra l'altro, magari solo per far cassa, andrebbe a colpire e frenare ciò che varrebbe la pena incentivare: il mercato digitale! I critici della digital tax infatti ritengono che l'e-commerce, non solo in questo 2015 offra sempre nuove opportunità, ma stia facendo solo del bene all'umanità, che bisognerebbe trovare il sistema per detassarlo invece che tartassarlo, provvedendo piuttosto a dirottare la pressione fiscale sul mondo analogico che sta al mondo digitale come il carbone all'energia rinnovabile.

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Ed allora, ricapitolando: la digital tax è o non è una nuova tassa? E le transazioni dei colossi di internet vanno tassate perché muovono miliardi sul nostro territorio o detassate perché sono il futuro da incentivare?