Anche l'Iva ha oltrepassato i confini interpretativi della giurisdizione italiana a seguito dell'azione del Tribunale di Cuneo di adire la Corte di Giustizia per un importante interrogativo irto di contrasti soprattutto interni. Il Tribunale ha chiesto alla Corte se, finendo col garantire l’impunità alle persone e alle imprese che violano le disposizioni penali, il diritto italiano non abbia creato una nuova possibilità di esenzione dall’Iva non prevista dal diritto dell’Unione. Spesso i controlli non sono sufficienti. Il tutto trae origine da un procedimento penale nato in Italia (per frode Iva) avente ad oggetto champagne del valore di alcuni milioni di euro.

L'accusa rivolta agli imputati consisteva nell'aver dato vita  tra il 2005 e il 2009 ad un’associazione per delinquere, che a sua volta agiva tramite società (provviste di documentazione falsa) per acquistare bottiglie in regime di esenzione dall’Iva, consentendo alla loro azienda di acquistarle a prezzo inferiore a quello di mercato. Il punctum dolens riguarda la circostanza che una parte dei reati si sia estinta a seguito e per effetto della prescrizione.

Prescrizione italiana equivale ad assoluta e certa impunità

Si crea quindi una sorta di apoteosi di inspiegabili impunità; la causa principale va individuata nell' ultimo comma dell’art. 160 del Codice Penale che non arresta il decorso della prescrizione durante il procedimento, consentendo solo un prolungamento del termine di appena un quarto.

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L'accertamento di un reato fiscale, a tal punto, si configurerebbe davvero in una specie di sub-procedimento intriso di notevoli difficoltà investigative. Vige un innaturale contrasto tra la prescrizione disciplinata e applicata dall'ordinamento italiano e i principi regolatori del diritto dell'UE. In questo caso, il giudice italiano deve disapplicare le norme sulla prescrizione per tutelare i più ampi interessi economici e finanziari europei; per l'appunto la riscossione dell'Iva.

Orientamento Corte d Giustizia

E' quanto deciso dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea (Causa C-105-14) circa la rilevata incompatibilità avanzata dal Tribunale di Cuneo; la decisione poggia su parametri  solidi: il Trattato, il Regolamento 2988/95 e la direttiva 2006/112/Ce, con i quali vengono disciplinate delle concrete e uniforme modalità di lotta di prevenzione e di repressione contro i reati fiscali (all'interno di ogni Stato europeo). La lotta repressiva si attua tramite l'uso intelligente di sanzioni concrete, proporzionate e aventi grande valenza inibitoria su di un probabile agire contra ius (misure dissuasive ed effettive, così come previste dall'325 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea).

Qualsivoglia disposizione del diritto nazionale interno contrastante con il diritto dell'Unione diviene inapplicabile, in quanto legittimando in modo implicito e occulto l'esenzione Iva si verrebbe a delegittimare uno dei principi cardini del nostro sistema: il principio di legalità. E già sono tanti i casi di frode fiscale che fanno scalpore. #magistratura #Evasione Fiscale