Importanti novità emergono in tema di reddito di cittadinanza come delineato dalle ultime decisioni. La misura volta ad aiutare chi si trova in condizioni precarie, prende in considerazione un'ampia gamma di beneficiari, favorendo finanche chi ha voglia di esercitare un'attività in proprio, e dunque ai potenziali titolari di partita Iva. Il noto reddito di cittadinanza impone innanzitutto degli obblighi, ma consente un reinserimento lavorativo sotto più punti di vista, prendendo quindi in considerazione altresì i cosiddetti liberi professionisti.

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Nello specifico, chi entro dodici mesi dalla fruizione del reddito di cittadinanza, pone in essere un'attività di impresa o una libera professione in forma individuale, riceve un ulteriore aiuto economico che consiste in una dazione istantanea di denaro, di importo pari a sei mesi complessivi di reddito (780 euro al mese). Questa cifra di carattere aggiuntivo, dunque, è riconosciuta solo in favore di chi inizi un'attività procedendo all'apertura della partita Iva.

Titolari di partita Iva e reddito di cittadinanza: quali obblighi?

Il lavoratore autonomo, titolare di partita Iva, deve rispettare degli obblighi per non decadere dai benefici derivanti dal reddito di cittadinanza; costui, deve per il tramite della piattaforma legale dare una pronta comunicazione all'Inps, entro un termine decadenziale di trenta giorni. A tal proposito, ricordiamo che ai fini della introduzione del reddito, che sarà operativo dal giorno 1 aprile 2019, sono previsti 6,1 miliardi di euro; somma destinata a soddisfare le esigenze lavorative e di conseguenza economiche di circa 5 milioni di persone beneficiarie.

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Per poter accedere alla misura del reddito di cittadinanza, bisogna presentare richiesta presso gli uffici postali compilando un apposito modello proveniente dall'Inps. Ricordiamo che è possibile procedere ad una compilazione tramite modalità telematica. A seguito dell'inoltro della domanda, grava sull'Inps un dovere di controllo sulla reale sussistenza dei requisiti in capo ai beneficiari, ma nell'effettuare tale verifica si hanno cinque giorni di tempo.

Successivamente, l'eventuale beneficio sarà reso fruibile tramite una sorta di carta prepagata che va sotto il nome di carta Rdc, in base alla quale è possibile prelevare contanti fino ad un tetto massimo mensile di 100 euro. Le domande per accedere alla misura in esame potranno essere presentate dal 05 marzo 2019.

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