Il 15 aprile milioni di contribuenti potranno iniziare a lavorare la propria Dichiarazione dei redditi presente nel proprio cassetto fiscale. Giunto al secondo dei tre anni di sperimentazione, il modello 730 avrà, nella sua formula precompilata, più dati dello scorso anno. Tra questi, anche i dati relativi alle spese sostenute per i lavori in casa, spese che come al solito, possono essere portate in detrazione dall’Irpef. Vediamo come orientarsi e come evitare errori per ristrutturazioni edilizie, mutui di acquisto, bonus mobili e interventi di risparmio energetico.

Banche e Poste hanno già comunicato i dati 2015

Scadeva lo scorso 29 febbraio il termine concesso agli istituti di credito per trasmettere all’Agenzia delle Entrate, tutti i delle operazioni di pagamento relative ad interventi sugli immobili dei contribuenti.

Parliamo del cosiddetto “bonifico parlante”, strumento di pagamento che reca i dati del soggetto che paga e di chi li riceve, nonché la motivazione del pagamento. Sono proprio questi bonifici, quelli che Banche e Poste hanno dovuto trasmettere al Fisco per permettere a quest’ultimo di inserirli nel 730 precompilato. Questa semplificazione è all’esordio, perché lo scorso anno, i contribuenti che avevano sostenuto queste spese nell’anno di imposta 2014, hanno dovuto inserirli autonomamente, perché non erano già preinseriti. Stesso discorso per i pagamenti effettuati per il bonus mobili, per le operazioni di risparmio energetico e per gli interessi sui mutui. In parole povere, questi dati saranno già inseriti nella precompilata perché già in possesso dell’Agenzia delle Entrate.

Bisogna prestare attenzione

Abbiamo detto che questi dati sono preinseriti, ma precisamente, non sono già sul modello 730, o almeno non tutti.

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Infatti, per i bonifici relativi alle ristrutturazioni edilizie, i dati relativi ai pagamenti sono inseriti nel foglio informativo allegato al 730 presente nel cassetto fiscale. Il motivo è che il Fisco chiede al contribuente di confermare le cifre dei pagamenti sostenuti o di implementarli e depennarli a seconda delle circostanze. Infatti, potrebbe capitare che le cifre in mano al Fisco abbiano inseriti, al loro interno, pagamenti in tutto o in parte riferiti a spese non detraibili. Ammirevole questo modo di operare dell’Agenzia che chiedendo conferma al contribuente, eviterà sicuramente molti errori da questo punto di vista. Il bonus mobili, le opere di riqualificazione energetica o quelle per il recupero del patrimonio edilizio invece sono già inserite nel precompilato, ma conviene sempre controllare se essi combaciano con quelli in mano al contribuente. Per gli interessi sui mutui di acquisto dell’abitazione principale invece, sono previste due casistiche. Potrebbero essere già inseriti nel 730, se il loro importo risulti inferiore a quello scaricato con il 730/2015.

Infatti, la prassi dice che ogni anno successivo all’acquisto, diminuiscono gli interessi che si pagano alla banca, che poi sono le cifre che è possibile detrarre. Se gli interessi invece di diminuire, aumentassero, il Fisco inserirebbe questi dati nel foglio informativo allegato perché giudicherebbe i dati incongruenti. Il contribuente dovrà inserirli da solo verificandone l’esattezza, correggendoli o confermandoli, perché è possibile che, per un qualsiasi motivo, alcuni pagamenti (rate) potrebbero essere stati posticipati all’anno successivo, causando un surplus di interessi da scaricare legittimamente nell'anno corrente.