Milioni di italiani hanno, purtroppo per loro, debiti con Equitalia, il massimo concessionario alla riscossione conosciuto in Italia. Il Governo Renzi, con la Legge di Stabilità 2016 ha apportato alcune sostanziali novità in materia di riscossione debiti da parte del Concessionario. In attesa che si proceda anche con la mini sanatoria oggetto di diverse proposte parlamentari, vediamo alcune di queste novità, che secondo l’idea del Governo, sono dalla parte del contribuente.

Nuove rate, anche per chi decaduto

I contribuenti che non riescono a far fronte ai debiti nei confronti di Equitalia e quindi degli Enti per cui il Concessionario si adopera a riscuotere, spesso ricorrono alla rateizzazione del debito.

Equitalia infatti, da sempre concede, dietro pagamento di lauti interessi, la dilazione dei debiti a cittadini che ne fanno richiesta. Altrettanto spesso però, i debitori, non riescono a far fronte alle scadenze mensili delle rate emesse e non di rado, il debitore continuando nell’insolvenza, perde il beneficio della dilazione. La Legge di Stabilità ha introdotto la possibilità di riottenere la dilazione decaduta, pagando entro il prossimo 31 maggio, una rata del vecchio piano ed inviandola ad Equitalia con la richiesta di nuova dilazione. Una volta ricevuta la copia del versamento, Equitalia provvederà a preparare un nuovo piano di rateizzazione e quindi a riammettere il debitore alla dilazione.

Ganasce fiscali

Strettamente collegate alla rateizzazione del debito , sono le novità relative al fermo amministrativo.

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Infatti, ottenere la dilazione del debito, non libera la macchina dal fermo amministrativo come in passato, quando bastava pagare la prima rata del debito. Oggi, per liberare un veicolo sottoposto a fermo, la cui circolazione è punibile con multa da 1.988 a 7.953 euro, bisogna aver pagato tutte le rate del debito. In alcuni casi però si può derogare dall’aver pagato tutto il debito. Infatti, se il fermo non era ancora esecutivo alla data di ottenimento del piano rateale, lo stesso viene revocato d’ufficio. Inoltre, se il veicolo oggetto delle ganasce fiscali è strumentale all’attività del debitore, basterà pagare la prima rata del debito per sbloccarne l’utilizzo. L’onere della prova, se il veicolo sia o meno utile al lavoro svolto dal debitore, spetta a quest’ultimo.

Nuove prescrizioni e aggio ridotto

Altre novità importanti riguardano i nuovi termini stabiliti per considerare una cartella prescritta, quindi non da pagare. Il bollo auto per esempio, si prescrive in 3 anni anziché 5 come in passato.

Scendono invece da 10 anni a 5 anni i termini di prescrizione per i contributi, siano essi di INPS, INAIL o della Gestione Separata, così come tutte le multe, le sanzioni e le imposte locali quali IMU, Tasi e Tarsu. Nell’ottica di rendere meno aspro il rapporto tra Equitalia e debitori, il Governo ha anche abbassato il guadagno del Concessionario sulle cartelle da incassare, il famoso aggio. Dal 1° gennaio, le cartelle che vengono saldate dal debitore entro 60 giorni dalla loro emissione, prevedono l’aggio pari al 1%. Oltre i 60 giorni invece l’aggio sale al 6%, mentre fino all’anno scorso, l’introito per Equitalia era fissato all’8%.