Il Premier Matteo Renzi, fin dal suo insediamento, ha dichiarato di voler eliminare un balzello particolarmente odiato e pesante per tutti gli italiani. Parliamo della accisa, tributo che paghiamo su determinate categorie di prodotti, che a differenza dell’IVA, a cui spesso si accavalla, grava in maniera molto maggiore sul prezzo del prodotto. Nonostante le premesse, il Governo utilizza questo tributo anche come salvagente, perché, proprio insieme all’IVA, l’accisa è l’altro balzello che è inserito nelle clausole di salvaguardia. Altroconsumo, ha avviato una raccolta firme per vedere di abolire le 16 accise che gravano sugli italiani. Vediamo di cosa si tratta e soprattutto cosa sono questi tributi.

Cosa sono le accise

Come dicevamo, l’accisa è un tributo che grava sui consumatori, cioè è una imposta indiretta, che paga il produttore del bene e che rigira al consumatore finale. Non è un tributo esclusivamente italiano, ma è presente in molti altri paesi mondiali. Nella Penisola, questo tributo grava sull’energia elettrica che paghiamo in bolletta, sulla benzina, sul tabacco e sugli alcolici. Il peso di questo balzello è importante, per esempio, sul rifornimento alla pompa di benzina, grava per oltre il 50% del prezzo finale del litro di carburante. Come dicevamo le accise attuali, sono 16 e sul sito del Ministero di Economia e Finanze, c’è l’elenco. Ogni singola accisa, nasce in concomitanza di eventi temporanei, di carattere storico o naturale, come possono essere un terremoto o un altro cataclisma.

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Il fatto anomalo nostrano è che una volta inserite a tamponare una emergenza, questi tributi non scompaiono ad emergenza sparita.

Necessarie 10.000 firme

La petizione indetta da Altroconsumo, una delle più importanti associazioni di consumatori italiana, mira ad eliminare le accise, se non proprio nella loro completezza, almeno per quanto riguarda quelle più vecchie. Infatti, oggi sono ancora attive l’accisa per il finanziamento della Guerra di Etiopia del 1935, quella della crisi di Suez del 1956, il finanziamento per le missioni in Libano e Bosnia. Poi le alluvioni di Firenze, la diga del Vajont, i terremoti in Friuli, Irpinia o i recenti in Emilia e Abruzzo. Come si nota, calamità naturali pesanti, ma vecchie e alcune già superate. La petizione ha l’obbiettivo di raccogliere 10 mila firme che permetterebbero di chiedere la cancellazione dell’accise che grava sui carburanti. La questione è sicuramente importante, proprio perché come dicevamo l’accisa è una voce importante di quanto costa la benzina e a dire il vero, sul prezzo globale, viene applicata anche l’IVA. In parole povere si tratterebbe di una tassa (IVA) calcolata su un’altra (accisa), cosa davvero strana. Dai dati che Altroconsumo ha reso pubblici, sembra che fino al 13 aprile siano già state raccolte oltre tremila adesioni ed immaginiamo che per una associazione che consta d oltre 300 mila iscritti, la quota 10 mila non dovrebbe essere difficile da raggiungere.