Da un lato i contribuenti che devono pagare i debiti pendenti con il Concessionario alla riscossione, dall’altro il Governo alla caccia di soldi e risorse latenti. Ecco che il connubio di queste due necessità fa nascere una sanatoria, una rottamazione delle cartelle, o condono che dir si voglia. Questo è uno dei punti più discussi della nuova Legge di Bilancio che il 15 ottobre ha ricevuto l’ok del Consiglio dei Ministri e adesso si appresta a proseguire il proprio iter in Commissione Europea ed in Parlamento.

Sanatoria anche per le multe?

È di ieri la notizia che anche le multe che i contribuenti hanno in sospeso, quindi in riscossione, rientreranno nella sanatoria.

Tutte le multe, anche quelle del Codice della Strada quindi, novità che contrasta con la prima versione della sanatoria di cui si parlava in questi giorni e che sembrava riducesse la rottamazione a pendenze esclusivamente con l’Agenzia delle Entrate e con Enti Previdenziali. Oltre alle multe saranno inserite nel provvedimento anche i tributi locali quali Tasi, Tari, IMU ed ICI. In parole povere, anche le multe o le loro relative cartelle, emesse da province e comuni, potranno ricevere questo trattamento agevolato. Il meccanismo però non sarà automatico, perché essendo, queste cartelle, di competenza degli Enti Locali, saranno questi ultimi a decidere se aderire o meno alla sanatoria. 

Come funzionerà la rottamazione

Escludendo retromarce e passi indietro durante il lavoro parlamentare sulla Legge di Bilancio, dal prossimo anno via libera alla sanatoria dei debiti pendenti al 31 dicembre 2015.

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Chiunque abbia debiti pendenti verso gli Enti pubblici, che siano ormai arrivati ad Equitalia o ad un altro gestore scelto da Comuni e Province, potrà richiedere la sanatoria della propria posizione debitoria. Infatti, dovrà essere il cittadino, entro 90 giorni dal decreto attuativo che sancirà l’avvio della rottamazione, ad aderire alla sanatoria presentando istanza ad Equitalia. Le cartelle saranno ridotte all’importo originario o quasi, perché saranno eliminati le sanzioni e gli interessi fin qui maturati. In parole povere, si dovrà versare il tributo non pagato o la multa presa, per gli importi a loro strettamente connessi. Ci sarà solo l’aggio di riscossione, le spese per i diritti di riscossione che sarà probabilmente del 3% (attualmente, nelle cartelle  è il 6%). Il nodo da sciogliere ancora è se saranno cancellati tutti gli interessi o solo quelli maturati dal giorno in cui il debito è passato in riscossione ad Equitalia. Sembra infatti che gli interessi di ritardata iscrizione a ruolo, quelli maturati prima del loro arrivo ad Equitalia, dovrebbero rimanere da pagare.

Vecchi debiti e chiusura di Equitalia

La sanatoria dovrebbe consentire agli aderenti, di pagare in unica soluzione o in 3 rate che potrebbero essere bimestrali. Per chi ha già vecchi piani di rateizzazione aperti, potrà richiedere il ricalcolo della rata alla luce degli sconti della sanatoria. Se lo stesso ha già pagato rate tali da coprire l’ammontare del debito così come ricalcolato dal Concessionario in sanatoria, non dovrà pagare più nulla. Per le somme già versate, che superano il nuovo debito non saranno previsti rimborsi. Il pagamento della prima rata di debito ricalcolata in sanatoria, fa decadere i piani di dilazione vecchi. Naturalmente, per aderire alla sanatoria è necessario rinunciare ad eventuali contenziosi o cause in corso con Equitalia. Sembra infatti che tra Commissioni, Cassazione, Giudici di Pace e così via, sono oltre 100mila le liti aperte al 2015 contro Equitalia. Tra l'altro il Concessionario è vicino alla chiusura, ma non sarà assorbito da Agenzia delle Entrate. Nascerà un nuovo ente esterno, con partecipazione del Fisco. Il problema dei dipendenti da ricollocare resta insormontabile perchè Equitalia era una SPA e i suoi dipendenti non possono essere ricollocati nel Pubblico, settore dove ricade l'Agenzia delle Entrate.