Il tema Equitalia è entrato di prepotenza nella Legge di Bilancio come è stata ribattezzata la nuova manovra finanziaria che sabato 15 ottobre è stata licenziata dal Consiglio dei Ministri. L’argomento che riguarda il tanto odiato Concessionario per la riscossione dei tributi interessa sempre i molti italiani alle prese con cartelle di pagamento e debiti col Fisco. Le due grandi novità sono la chiusura del Concessionario e la nuova sanatoria per vecchie cartelle. Per quanto riguarda la sanatoria dei vecchi ruoli, i dubbi sono tanti.

Sconti sulle cartelle

Parlavamo di dubbi ed a ragione, perché nemmeno il Ministro Padoan, intervenendo alla trasmissione “di Martedì” su La7 il 18 ottobre è riuscito a fugarli.

In effetti, non essendoci ancora la bozza del decreto attuativo della sanatoria che partirà nel 2017 si resta sul campo delle ipotesi, se non sulla sanatoria come provvedimento, almeno per quanto riguarda la formula. La rottamazione ci sarà, nessun dubbio al riguardo perché il Governo con questa misura conta di racimolare almeno 4 miliardi di euro da cartelle che oggi sembrano non incassabili (in totale sarebbero 50 miliardi di euro le pendenze).

Innanzitutto, dal punto di vista temporale, le cartelle che vi rientreranno sono quelle passate a ruolo entro il 31 dicembre 2015. La rottamazione però non riguarderà tutte queste cartelle, perché sarà concessa solo su determinati tributi. Il Governo infatti intende concederla per tutti i tributi che rientrano nel raggio di azione dell’Agenzia delle Entrate, che tra l’altro, presto assorbirà Equitalia prendendosi i compiti di quest’ultima.

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Probabilmente la rottamazione sarà concessa anche a cartelle relative a pendenze contributive sia INPS che INAIL. Niente da fare invece per le multe da codice della strada e per l’IVA. Le prime perché la riscossione non sempre è affidata ad Equitalia, in quanto molti comuni operano autonomamente o tramite altre società. Per l’IVA invece ci sono i vincoli Europei che non lasciano margine di manovra ai singoli Stati essendo diventata una imposta a carattere europeo.

Cosa verrà detratto dalle cartelle?

Si parla di interessi forfettari, sanzioni revocate e aggio ridotto, questo in sintesi l’effetto che avrà la sanatoria sulle cartelle. Di fatto, per i tributi che vi rientreranno si pagherà l’importo pieno ad essi relativo. Come dire, le tasse vanno pagate, ci mancherebbe altro. Il taglio che in molti casi equivarrà alla metà della cartella è dovuto al fatto che verranno eliminate le sanzioni e gli interessi ad esse applicati. Anche in questo caso però, bisogna fare delle opportune distinzioni.

Gli interessi legali dovrebbero rimanere al contrario degli interessi di mora per ritardata iscrizione a ruolo. In pratica verranno abbuonati tutti gli interessi caricati nel periodo antecedente il passaggio del tributo, dall’Ente a cui era dovuto, ad Equitalia. Altri dubbi accompagnano le spese di riscossione, il famoso aggio, cioè il guadagno del Concessionario. Oggi questo costa il 6% della cartella e sembra che scenderà al 3%, producendo un ennesimo taglio dell’importo della cartella.

Rate e vecchie dilazioni

Altro tema che lascia dubbi è quello del pagamento delle cartelle andate in sanatoria. Il Governo sta valutando di estendere la sanatoria anche per pagamenti a rate. Si parla di 2 o 3 anni di tempo, questo quello che probabilmente concederà il Governo. Il dubbio è se la dilazione sarà a costo zero o se avrà interessi. Per chi ha vecchi piani di dilazione che sta pagando, nulla sarà risarcito per gli interessi e le sanzioni pagate in precedenza, ma lo sconto sarà concesso per le somme ancora da pagare. Per questo però niente illusioni perché come sempre nei piani di ammortamento di un debito, le prime cose che vengono saldate sono gli interessi e per ultimo il capitale, in questo caso i tributi. In pratica, chi ha già il piano di dilazione attivo e sta pagando le rate, probabilmente ha già finito di pagare interessi e sanzioni e quindi non avrà sconti.