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Chi possiede una automobile, dovrebbe tenere costantemente d'occhio le scadenze del bollo, soprattutto in questi giorni, perché il 31 di maggio 2018 è prevista una scadenza per le autovetture con oltre 35 Kw e con bollo oramai scaduto nel mese di aprile 2018. Alcune Regioni d'Italia non hanno stabilito regole diverse, e sono proprio quelle Regioni entro le quali i proprietari delle autovetture devono rispettare la scadenza [VIDEO]della tassa automobilistica. Vediamo insieme quali sono i termini, ma prima è bene informare i contribuenti sul cosiddetto "Superbollo".

Il superbollo

SI tratta di una tassa addizionale eraria pari a venti euro per ogni kilowatt di potenza per quanto riguarda quelle automobili con oltre 185 Kw, che si riduce progressivamente con il passare degli anni rispetto alla data di produzione dell'autovettura stessa.

Una volta superati i venti anni, il superbollo si "estingue".

Come si paga il bollo auto

Per quanto riguarda il bollo normale, si può pagare tramite bollettino di conto corrente o nelle tabaccherie abilitate, nonché anche ad uno sportello dell'Aci. Altrimenti, si può effettuare il pagamento in una delle tante agenzie delle pratiche auto disseminate sul territorio. L'importante è rispettare la data di scadenza [VIDEO], o si andrà incontro a sanzioni.

Cosa succede in caso di mancato pagamento

Nel caso in cui non si rinnova ogni anno il bollo (che sia un atto deliberato o meno) la Regione provvederà ad inviare al proprietario dell'autovettura un avviso di pagamento che deve avvenire necessariamente entro tre anni. Nelle regioni del Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna, Sicilia e Valle d'Aosta è previsto l'intervento dell'Agenzia delle Entrate.

In mancanza di questo "avviso" il bollo si deve ritenere prescritto.L'importo dovuto viene iscritto a ruolo e comunicata all'Agenzia delle Entrate che notificherà una cartella esattoriale per la somma mancante. Questa cartella esattoriale ha la scadenza di due anni, altrimenti il bollo "decade" e il proprietario non corrisponde più dell'importo non versato. La cartella esattoriale viene mandata con ricevuta di raccomandata: in questo caso si ha tempo di sessanta giorni per poter saldare il conto. Nel caso in cui questa non venga pagata si va incontro al pignoramento, che può interessare il proprio conto corrente, lo stipendio o la pensione o un pignoramento mobiliare, dato che quello immobiliare non è previsto per questi casi.