La Cisl Campania ha raccolto oltre 47.000 firme in meno di un mese, chiedendo alla Regione una riduzione dell’addizionale Irpef, tra le più elevate d’Italia. La mobilitazione ha coinvolto tutte le province, dando voce a lavoratori, pensionati e famiglie gravati da una pressione fiscale insostenibile.
Il 25 giugno 2026, a Napoli, il reggente Cisl Campania, Mattia Pirulli, ha presentato i risultati. Pirulli ha evidenziato come i cittadini campani paghino un prezzo elevato per le addizionali Irpef, nate per ripianare disavanzi sanitari e divenute un macigno sui redditi bassi e medi.
La petizione si avvale dell’articolo 16 dello Statuto regionale, che permette ai cittadini di presentare istanze formali e ottenere risposte.
Le proposte Cisl per l'addizionale Irpef
La Cisl propone una rimodulazione complessiva dell’addizionale Irpef: azzeramento per redditi fino a 15.000 euro; riduzione del 50% (dal 2,96% al 2,10%) per redditi tra 15.000 e 28.000 euro; riduzione del 20% per redditi tra 28.000 e 50.000 euro. Nessuna variazione è prevista oltre i 50.000 euro. L’impatto finanziario stimato è di 150 milioni di euro di minori entrate per la Regione (con un gettito che passerebbe da 1,352 a 1,202 miliardi). I benefici si concentrerebbero sulle fasce medio-basse, più colpite da inflazione e costi essenziali.
Una delegazione sindacale ha consegnato le firme al presidente della Regione, Roberto Fico. Pirulli ha ribadito l'urgenza di "restituire equità e sostenere i consumi", elementi indispensabili per rilanciare l’economia regionale, dopo anni di sacrifici imposti dai piani di rientro. La raccolta firme prosegue anche online sul portale della Cisl Campania.
La mobilitazione territoriale e lo strumento statutario
La mobilitazione ha visto la partecipazione attiva di federazioni come la FILCA CISL Napoli, che ha contribuito con centinaia di firme. L’iniziativa è un percorso di ascolto e confronto, mirato a promuovere equità fiscale e a sostenere il reddito delle famiglie. La petizione, basata sull’articolo 16 dello Statuto, garantisce risposta istituzionale alle istanze.
La sinergia tra le strutture sindacali e la presenza capillare ha rafforzato il dialogo con i cittadini sui temi del lavoro e della fiscalità. La raccolta firme è uno strumento di partecipazione attiva che consente di influenzare le decisioni regionali sulla pressione fiscale.