A Perugia, il 23 settembre 2026, la Cisl Umbria, per voce del suo segretario generale Angelo Manzotti, ha espresso una netta contrarietà all'eventuale proroga delle addizionali regionali. Il sindacato ha richiesto un confronto preventivo con le istituzioni prima di qualsiasi decisione in materia fiscale, sottolineando l'incidenza significativa di tali addizionali sui salari e sulle pensioni. Questa posizione è motivata da un contesto economico già difficile per i bilanci delle famiglie umbre, aggravato dalle tensioni internazionali e dalle loro ricadute.
La richiesta di confronto, formulata da Manzotti, è perentoria: "Chiediamo alle istituzioni di essere convocati prima che sia assunta alcuna decisione". Tale ferma posizione è strettamente connessa alla complessa situazione socio-economica della regione, influenzata dalle dinamiche globali e dalle ripercussioni sui nuclei familiari. Il segretario generale ha inoltre richiamato la coerenza con precedenti prese di posizione della Cisl Umbria sul medesimo argomento.
Il dialogo sulle politiche fiscali
Nell'analisi della Cisl Umbria, la questione delle addizionali regionali non si limita al prelievo fiscale, ma si intreccia profondamente con la tutela di lavoratrici, lavoratori e pensionati. Manzotti ha evidenziato un contesto mutato, caratterizzato da transizioni demografiche, ecologiche e digitali, oltre che dalla frammentazione delle famiglie.
In questo scenario, il sindacato ritiene indispensabile che ogni scelta su eventuali proroghe sia preceduta da un confronto costruttivo con le parti sociali.
La proposta avanzata dal sindacato si articola su una maggiore capillarità della contrattazione sociale e su un rafforzamento delle politiche di welfare, delle politiche socio-sanitarie e delle strategie di sviluppo. Tali azioni sono considerate fondamentali per perseguire una redistribuzione equa delle risorse, con particolare attenzione ai servizi e al sociale, ambiti di diretta competenza di Comuni e Regione. In questa visione, il sindacato include esplicitamente anche la fiscalità locale, le tariffe e i servizi alla persona.
Welfare, aree interne e gestione dei fondi
Manzotti ha inoltre proposto una governance più forte per ottimizzare l'utilizzo dei fondi di coesione, potenziare i servizi sociali e migliorare le politiche abitative. Un'attenzione specifica è rivolta alle aree interne dell'Umbria, dove i residenti affrontano una marcata carenza di servizi essenziali, che spaziano dai servizi di base.