A Palermo, l’8 ottobre 2026, è emerso un caso che evidenzia la complessità burocratica per le imprese colpite da eventi eccezionali. Un albergatore di Cefalù, località in provincia di Palermo, ha ricevuto dall’assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente una richiesta di pagamento per i canoni concessori demaniali marittimi relativi al 2026. L’importo richiesto ammonta a 1.151,44 euro, con un termine di versamento fissato in dieci giorni. La vicenda assume un carattere paradossale poiché l’imprenditore rientra tra i soggetti beneficiari di un’esenzione totale dal pagamento, stabilita da un decreto regionale adottato a febbraio dallo stesso assessorato.

Questa esenzione è stata introdotta a seguito del Ciclone Harry, per supportare le imprese con finalità turistico-ricreative operanti nei Comuni colpiti dall’evento. Cefalù figura esplicitamente nell’elenco dei Comuni interessati, come indicato dall’ordinanza di gennaio della Protezione civile. Di conseguenza, le imprese che operano in queste aree e che soddisfano i requisiti previsti non sono tenute al versamento dei canoni concessori demaniali marittimi per l’anno 2026.

La contestazione dell'imprenditore e il mancato riscontro

La notifica di pagamento inviata dall’amministrazione regionale ha intimato all’albergatore il saldo del canone concessorio per il 2026. In risposta a tale atto, l’imprenditore ha prontamente inviato alla Regione siciliana una Posta Elettronica Certificata (PEC), corredata da documentazione allegata, con l’obiettivo di interrompere i termini di pagamento.

La comunicazione mirava a segnalare la sussistenza dei presupposti per l’esenzione, in conformità con il provvedimento regionale sui canoni demaniali marittimi.

Tuttavia, dalla Regione siciliana non è pervenuta alcuna risposta ufficiale alla PEC dell’imprenditore. La richiesta di pagamento rimane pertanto il fulcro della questione: essa riguarda un canone previsto per il 2026, ma è stata indirizzata a un operatore economico che svolge la propria attività in un Comune, Cefalù, incluso tra quelli colpiti dal Ciclone Harry e per i quali è stata espressamente disposta l’esenzione. L’atto richiama i canoni dovuti per le concessioni demaniali marittime, mentre il decreto di febbraio stabilisce chiaramente la non debenza per le imprese in possesso dei requisiti specifici.

Il quadro normativo dell'esenzione

Il Dipartimento regionale dell’ambiente ha ulteriormente chiarito la situazione normativa pubblicando, il 7 settembre 2026, una circolare attuativa del D.A. n. 12/GAB del 5 febbraio 2026. Questo documento ufficiale riguarda l’esenzione straordinaria dal pagamento dei canoni concessori demaniali marittimi per l’anno 2026. La circolare, inoltre, include disposizioni relative alla proroga di un termine, fornendo un quadro amministrativo più dettagliato e aggiornato per gli operatori interessati.