Questa mattina sono stati resi noti i risultati di una ricerca dell'Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale della Libera Università Maria Santissima Assunta (Lumsa) di Roma, sull'uso che i ragazzi tra 6 e 20 anni fanno di internet.
I dati sono preoccupanti: il 57,6% dei ragazzi naviga sul web da solo, senza che i genitori o qualche altro educatore sappiano cosa stanno facendo, la percentuale chiaramente cresce con l'età, ma fa riflettere che ci siano addirittura il 31,2% di bambini tra 6 e 10 anni che usano il internet in solitario abbandono.
Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige, ha denunciato la gravità della situazione: "C'è un controllo blando dei genitori, occorre invece la massima attenzione da parte di tutti, famiglie e educatori, in testa".
Con l'occasione è stata presentata la campagna Per un web più sicuro, promossa dal Movimento italiano genitori (Moige), da Cisco e da TrendMicro, con il patrocinio di Anp – Associazione Nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola, in partnership con Google Italia e in collaborazione con la Polizia Postale e delle Comunicazioni.
La campagna consiste nella formazione di 25 docenti da parte della Polizia Postale, che torneranno poi nelle rispettive scuole (le Regioni coinvolte dall'iniziativa in via sperimentale sono il Lazio, la Campania, l'Emilia, la Puglia e il Piemonte) e inizieranno a sensibilizzare oltre 30mila persone tra ragazzi, genitori, educatori e nonni su un uso corretto e responsabile della Rete.
Presente al lancio della campagna, Milly Carlucci che ha osservato: "Anch'io sono madre e so quanto sia importante e allo stesso tempo difficile proteggere i nostri figli dai pericoli del web. Internet non deve far paura ma va utilizzato in modo responsabile. Per questo è importante parlare con i ragazzi".
Importante anche il contributo di realtà che in Internet hanno la loro ragion d'essere, Laura Bononcini, di Google Italia, ha detto che «per preservare le grandissime opportunità di internet é fondamentale sensibilizzare i genitori e i ragazzi sui rischi legati al web».