Soltanto ieri a visitare la Maker Faire di Roma, ospitata dalla Sapienza, sono stati in 15mila. Non solo appassionati di tecnologia e di 'artigianato digitale' ma anche semplici curiosi attratti, magari, da una delle attrazioni che svetta all'interno del campus romano: una gigantesca stampante 3D alta addirittura 12 metri capace di creare una casa. Un biglietto da visita eccezionale per quella che è già stata riconosciuta come la stampante 3D più grande del mondo, rigorosamente made in Italy, realizzata da un'azienda di settore di Ravenna. Ecco l'incontro romano tra piccole realtà e veri e propri colossi digitali del calibro di Google ed Intel.

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Protagonisti stampanti digitali e droni 

Gli ambiti letteralmente travolti dalle 700 innovazioni scelte per essere presentate alla fiera sono innumerevoli: si va dalla mobilità all'abbigliamento (rigorosamente hi-tech), dal mondo animale alle previsioni del tempo. Il tutto raccontato in 600 stand sparsi per tutto il campus. I maker coinvolti sono poco più di un'ottantina, pronti a illustrare il loro progetto innovativo e rivoluzionario. Tra di loro anche alcuni giovanissimi. Grandi protagonisti della fiera, oltre alle stampanti 3D - ormai capaci di realizzare ogni nostro desiderio -, anche i droni.

Proprio alle 14 di oggi è prevista la cosiddetta 'drone war', un vero e proprio combattimento che non può non ricordarci i combattimenti tra robot visti e rivisti nei film americani popolati dai giovani nerd di turno.

E proprio parlando di robot, non si può non citare l'originale inaugurazione del Maker Faire, il cui nastro è stato tagliato da un ospite d'eccezione alto ben due metri. Stiamo parlando di un robot intelligente antropomorfo, il Walk-Man Humanoid, che ha permesso alla kermesse di porre fin da subito l'accento sui robot e sull'intelligenza artificiale. 

Gli scontri

La Sapienza, il maggior ateneo romano, è stata chiusa per accogliere la tre giorni di Maker Faire.

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I collettivi universitari non hanno esitato a farsi sentire e a rivendicare il loro diritto ad entrare nel loro Ateneo senza pagare il biglietto, per loro disponibile a un prezzo scontato. "Già paghiamo le tasse: non posso chiudere la nostra università e imporci di entrare soltanto dopo aver pagato un biglietto". Dopo la risposta degli organizzatori, che avevano proposto l'ingresso gratuito a piccoli gruppi, la settantina di studenti riunitisi in piazzale Aldo Moro ha tentato di sfondare il cordone della polizia, per poi essere caricati e malmenati.

Per respingere i manifestanti sono stati utilizzati anche gli idranti. Il bilancio è stato di 4 fermati (e non 5, come si era inizialmente creduto), di un ferito tra i manifestanti e due tra la polizia. Sull'episodio la Questura è stata chiara: "Tutto è stato ripreso dalla videocamera della polizia scientifica". La protesta degli universitari non riguardava soltanto il biglietto ma anche la sospensione di lezioni e attività di ricerca ovvero, per dirla con le loro parole, della privatizzazione di una struttura pubblica tal'è La Sapienza di Roma.