Irremovibile: è questo l'aggettivo che meglio si addice alla comunità musulmana di Saint-Etienne-du-Rouvray, a pochi chilometri da Rouen, in una Normandia sconvolta dall'uccisione di padre Jacques Hemel. Irremovibile perché ha negato, senza se e senza ma, la sepoltura ad Adel Kermiche, l'aguzzino di padre Hemel. E lo ha fatto per preservare l'integrità della propria comunità e "non sporcare l'Islam".

Per l'imam della moschea della città, Mohammed Karabila, "quello che ha fatto questo giovane è sporco. Non macchieremo l'Islam con quella persona".

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Questo significa che le autorità religiose non parteciperanno né alla toilette mortuaria né alla sepoltura, nemmeno se la famiglia del giovane dovesse chiederlo esplicitamente.

Kermiche aveva tentato di raggiungere la Siria già un anno fa, nel 2015, senza riuscirci. Al secondo tentativo era stato intercettato e arrestato all'aeroporto di Ginevra, accusato di associazione a delinquere con finalità di terrorismo dalla Francia, che intanto aveva spiccato un mandato di cattura internazionale contro di lui. Viveva in libertà vigilata.