Una riflessione su quali orizzonti possa dischiuderci la Tecnologia sembra doveroso, in un'epoca di iperconnettività sociale, che, di fatto, costituisce l'impalpabile ed effimera rete che è la trama portante del villaggio globale.Tralasciamo, però, i soliti argomenti legati al corretto utilizzo o all'abuso che si fa di tutti i device che ci circondano durante la giornata (quando riusciamo a spegnerli per andare a dormire), e proviamo a fare una breve panoramica di altre e diverse applicazioni della tecnologia in ambito umano.

Il Transumanesimo e il futuro prossimo

Esiste un movimento culturale, il transumanesimo, che approva l'utilizzo della tecnologia per migliorare condizioni e funzioni fisiche e mentali dell'uomo, per mitigare (e forse un domani cancellare) gli effetti di malattie e invecchiamento, fino alla trasformazione in post-umano.Possono quindi essere letti in quest'ottica gli studi di neuroscienze e bioingegneria che si prefiggono di unire l'uomo alla macchina, di fondere la carne al metallo, come spiega Alessandro Vato, ricecatore, nel suo libro Arrivano i Cyborg – Dove neuroscienze e bioingegneria si incontrano.

Nel libro l'autore spiega le differenze esistenti tra androidi, cyborg e robot, introducendo, nel discorso, i nuovi filoni di ricerca in campo medico, come il progetto Brain Machine Interface (Interfaccia Cervello-Macchina). Lo scopo di questi studi è quello di utilizzare segnali cerebrali registrati per comandare dispositivi robotici, come ad esempio un braccio o una protesi: di fatto si parla di una connessione diretta, tramite pensiero, tra cervello e macchina.

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Le implementazioni a questi studi probabilmente daranno risultati concreti nelle prossime decadi, visto che i primi esempi di protesi bioniche funzionanti sono già in circolazione.

Il Transumanesimo è solo agli inizi

A ben vedere possiamo dire di essere già entrati nell'era del transumanesimo, o quantomeno di essere al suo primordio: pensiamo, per esempio, a uno screening del DNA per cercare eventuali fault genetici, in modo da evitare di passare "debolezze" ai figli e alle generazioni future; oppure pensiamo all'atleta Oscar Pistorius (tralasciando i guai giudiziari), alla sua trasformazione da umano svantaggiato a transumano vincente.Questo genere di argomenti, nel corso degli anni, sembra essere sempre più sentito, anche in ambienti di nicchia: il genere hard sci-fi (quel genere di fantascienza che si attiene il più possibile alle leggi fisiche esistenti), presente in romanzi e film, fonda sempre più le basi della propria narrazione fantastica sulle sperimentazioni e sui successi ottenuti negli studi di neuroscienze, bioingegneria e bionica; non solo libri e pellicole, il fenomeno ha contagiato anche il mondo ludico (tralascio il troppo vasto mondo dei videogiochi), portando alla realizzazione di giochi di ruolo, come Eclipse Phase, Nova Praxis, Mindjammer, che basano e incentrano l'ambientazione su questi temi, determinando, a mio parere, un salto evolutivo nel valore formativo che questo genere di attività ludica può avere.

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