Arriva al Museo Archeologico di Olbia “Nuragica” la mostra interamente dedicata a raccontare l'età nuragica in modo innovativo. Un viaggio nel tempo tra ritrovamenti, ricostruzioni in scala dei siti, ed esperienza immersiva in un ambiente nuragico di oltre 3.500 anni fa.

La mostra e la realtà virtuale

Una mostra che ha l'obiettivo di far interagire, combinandole, la cultura, il turismo e le nuove tecnologie per far immergere il visitatore nella vita quotidiana di 3.500 anni fa. Tutto ciò grazie alle nuove tecnologie che mettono in primo piano un modo nuovo ed innovativo di fare esperienza museale e di comunicare il passato.

Durante il percorso sono coinvolti tutti i sensi dei visitatori in maniera realistica, ma è proprio entrando nel villaggio nuragico che si viene avvolti e catturati grazie all'utilizzo dei visori VR GEAR.

Una realtà che non si deve soltanto subire passivamente ma con la quale si interagisce come nella vita reale. Si osserva, si cerca e paradossalmente ci si muove stando seduti in una sedia all'interno di una simulazione per capire come si viveva all'interno di un ambiente originale nuragico.

I nuraghi

Sono circa 10000 le torri edificate in un periodo di circa 300 anni, dal 1500 al 1200 per un periodo comprensivo di vita della civiltà nuragica che va dal XVII e l’XI sec a.C.

Mono torri, bilobate, trilobate ed anche quadrilobate. Edifici che affascinano per la loro struttura e che si innalzano in un territorio di circa 270 chilometri di lunghezza e 145 di larghezza.

“Il nuraghe di Santu Antine a Torralba – racconta Paolo Alberto Pinna, della Sardinia Experience, la cooperativa produttrice della mostra – ad esempio è l’equivalente di un palazzo di 9 piani. Si presume che l’altezza originaria raggiungesse circa i 28 metri”. Un importante esempio di architettura megalitica, che assieme al Nuraghe Arrubiu di Orroli, rappresenta la più alta struttura per quel periodo dopo le piramidi egizie.

Aggiunge Paolo Alberto Pinna: “Uno degli aspetti che affascinano, che non tutti conoscono, è come i nuraghi abbiano particolari architettonici che saranno ricostruiti soltanto nel rinascimento. Le scale elicoidali presenti nel Nuraghe di Torralba ne sono un esempio”

Un percorso narrativo

Nuragica non è solo una mostra archeologica. È un vero e proprio percorso narrativo che mette insieme nuovi strumenti di comunicazione con gigantografie e ricostruzioni in scala di alcuni dei siti più significativi dell'isola.

Come la fonte sacra di "Su Tempiesu" ad Orune, oppure la tomba dei giganti "S'Ena e Thomes" a Dorgali, solo per citarne alcune.

Ma sono presenti anche delle ricostruzioni degli abiti dei nuragici che mostrano, in grandezza naturale, i dettagli raffigurati nei più noti bronzetti, sculture bronzee tipiche del cultura nuragica destinate ai templi e ai santuari dell’isola. Ha detto il direttore scientifico Franco Campus: “L’obiettivo della mostra è quello di far apprezzare soprattutto la magnificenza di questa importante civiltà, ancora per molti, sardi e non, sconosciuta”.

Popolazione che ha eretto i nuraghi e che ha percorso le rotte mediterranee dalla Sicilia a Creta sino a Cipro, alla ricerca dei metalli.

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