È stata annunciata durante la Conferenza Europea di Fisica, tenutasi quest'anno a Venezia, la scoperta tanto rincorsa dai fisici di tutto il mondo: la particella Xi.

L'esistenza della mega particella è stata annunciata lo stesso giorno in cui è stato scoperto il Bosone di Higgs, il 4 luglio, anche se in quest'ultimo caso correva l'anno 2012. Si tratta di una scoperta di grande importanza, poiché è stato rilevato che Xi è in grado di conferire una massa alle particelle elementari che formano l'universo. Anche in questo caso, il risultato è stato raggiunto grazie all'acceleratore di Ginevra, il Large Hadron Collider, il più grande e potente mai costruito prima d'ora, coordinato attualmente dal fisico italiano Giovanni Passaleva, il quale si è detto entusiasta di aver raggiunto questo grande traguardo inseguito da anni.

A quanto pare, il grande acceleratore LHC è in grado di generare collisioni tra protoni a 13 TeV, ovvero il massimo della velocità consentita alla macchina.

Xi ha entusiasmato i ricercatori, perché la sua presenza potrebbe spiegare qual è la cosiddetta "colla" che tiene insieme la materia che ci circonda, aprendo nuovi spiragli per comprendere la forza forte, ovvero una delle quattro forze conosciute in natura, che è la più potente ma, allo stesso tempo, anche quella con il raggio più corto, che agisce sulle particelle subatomiche. La forza forte viene anche definita cromatica, poiché la sua azione richiama quella dei colori primari rispetto ai colori astratti, e la sua potenza è cento volte maggiore rispetto alla forza elettromagnetica, risultando più potente anche della forza debole (radioattività) e di quella di gravità.

La vera peculiarità di Xi sta nella sua massa, che risulta quattro volte più grande di quella di un protone, perché contiene due quark pesanti, osservati per la prima volta nella storia. La particella non esiste in natura e viene prodotta grazie all'utilizzo degli acceleratori o quando i raggi cosmici, come i protoni prodotti da una supernova che si trovano nello spazio, raggiungono l'atmosfera a tutta velocità.

La sua vita, tuttavia, è molto breve: infatti dura soltanto un millesimo di miliardesimo di secondo, per poi decadere in altre sub particelle molto più leggere.

In natura esistono moltissime combinazioni di particelle e conosciamo sei tipi di quark, ma finora non è stato ancora scoperto il rapporto tra questi quark già noti e i barioni che compongono gran parte della materia che gravita intorno a noi.

Nella particella appena scoperta è stata rilevata la presenza di quark che fino ad oggi erano ancora sconosciuti, ovvero i quark Charm e Up. Gli studiosi ritengono che Xi sia in grado di agire come un sistema planetario, in cui i due quark pesanti ricoprono la stessa funzione di due stelle che orbitano l'una intorno all'altra, mentre il terzo, più leggero, ruota attorno a questo sistema binario.

Insomma, gli studiosi del cern sperano vivamente che, in seguito a questo importante passo in avanti fatto dalla Scienza, si possa comprendere ulteriormente la materia, per poterla studiare più a fondo ed ottenere nuove ed interessanti risposte.